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ἄνϑοςλογία, raccolta di fiori

Ieri è stata la “prima giornata di Primavera” per me, per il clima ma anche a causa mia: in giro in bici fino a sera tardi, perché ho passato quasi più tempo a guardarmi intorno, a scattare foto, a notare cose, a pensare, a ridere fra me e di me, piuttosto che a pedalare. Naturalmente molte foto hanno riguardato le prime fioriture, fuori tempo in alcuni casi come le primule e le viole per esempio. Qua una scelta.

PrimuleBoccioli 1
 
Boccioli 4Boccioli 5

Boccioli 2

Questo non è un fiore ovviamente, è uno scherzo: santa subito!  😉
 
Santalessandra
 

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Il Team Hoyt

Il post “Una vera storia d’amore” di solounoscoglio mi ha fatto ricordare di una storia di cui venni a conoscenza diversi anni fa. Si tratta della storia del Team Hoyt.

Da Wikipedia:

Il Team Hoyt è un team di Holland (nel Massachusetts) ed è composto da Dick Hoyt (1° giugno 1940) e suo figlio Rick Hoyt (10 gennaio 1962). Insieme gareggiano in varie discipline sportive quali il triathlon e la maratona. Rick soffre di paralisi cerebrale infantile e per questo, durante le competizioni, Dick lo trascina adagiato in un canotto nelle gare di nuoto, lo trasporta su una bicicletta con una apposita seduta anteriore nelle sessioni di ciclismo e lo spinge su una sedia a rotelle sportiva nelle gare di corsa.

Ecco un video da Youtube. Alla fine una breve storia sulla vita dei due protagonisti:

 

 

Showtime (vedo le cose dolcemente passare)

Che posso farci se mi fai sognare?

Dove devo mettermi per non precipitare?

Che posso dirti se non ho più parole?

Tutto è così stupido che è inutile parlare.

Ho paura a guardarti negli occhi,

ho paura a guardarti nel cuore.

Tutti i miei trucchi sono da buttare,

lo vedi, non servono più.

Che posso farci se mi fai sognare?

Chissà se sogni anche tu?

Ecco il ragazzo e la sua bella chitarra

appena sbarcati dal treno.

Ecco il torero e l’orecchio del toro,

ecco l’applauso e il sorriso e l’inchino, l’inchino…

Che posso farci se mi fai sognare?

Devi proprio andartene? Davvero vuoi scappare?

Fermati ancora in questo pezzo di tempo,

dentro questa musica, in questo ballo lento,

che si muove davanti ai tuoi occhi

come un’onda si muove nel cuore.

Vedo le cose dolcemente passare,

non chiedo niente di più.

Che posso farci se mi fai sognare?

Chissà se sogni anche tu?

bisogno di sognare (ho)

E con le mani, amore, per le mani ti prenderò,
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò.
E non avrò paura se non sarò bella come dici tu,
ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più.
E senza fame e senza sete, e senza ali e senza rete, voleremo via.
 
 

Per niente facili


 

La musica che gira intorno

 

Per niente facili,

uomini così poco allineati li puoi chiamare ai numeri di ieri,

se nella notte non li avranno cambiati.

 

Per niente facili,

uomini sempre poco allineati li puoi pensare nelle strade di ieri,

se non saranno rientrati.

 

Sarà possibile, sì, incontrarli in aereo, avranno mani e avranno faccia di chi

non fa per niente sul serio. Perché l’America così come Roma gli fa paura,

e il Medio-Oriente che qui da noi non riscuote nessuna fortuna.

 

Sarà la musica che gira intorno,

quella che non ha futuro,

sarà la musica che gira intorno,

saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro.

 

Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio e che si ferma ancora ad ogni lampione,

o fa una musica senza futuro o non ha capito mai nessuna lezione.

 

Sarà che l’anima della gente funziona dappertutto come qui,

sarà che l’anima della gente non ha imparato a dire ancora un solo sì.

 

Sarà la musica che gira intorno,

quella che non ha futuro,

sarà la musica che gira intorno,

saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro.

 

Per niente facili,

uomini sempre poco allineati li puoi cercare ai numeri di ieri,

se nella notte non li avranno cambiati.

 

Per niente facili,

uomini sempre poco affezionati li puoi tenere fra i pensieri di ieri,

se non ci avranno scordati.

 

Sarà la musica che gira intorno,

quella che non ha futuro,

sarà la musica che gira intorno,

saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro.