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La camera

Pietro emise un piccolo gemito voluttuoso e la sua mano fece un gesto leggero. Eva lo guardò duramente. “Chissà come sarà quando si sveglia.”

Era ciò che la tormentava. Non appena Pietro dormiva, bisognava vi pensasse, non poteva impedirselo. Aveva paura che si svegliasse con gli occhi appannati e si mettesse a balbettare.

“Sono stupida,” pensò, “questo non dovrà cominciare prima d’un anno, Franchot l’ha detto.”

Ma l’angoscia non l’abbandonava; un anno; un inverno, una primavera, un’estate, il principio di un altro autunno. Un giorno i suoi tratti si altererebbero, egli lascerebbe pendere la mascella e aprirebbe solo a metà due occhi lagrimosi.

Eva si chinò sulla mano di Pietro e vi posò le labbra: «Ti ucciderò prima.»

Jean-Paul Sartre, “Il muro” – La camera

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Subito sera

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

 
(Salvatore Quasimodo, “Ed è subito sera“)
 
 
Una riflessione:
questi versi mi hanno sempre fatto pensare che ho qualcosa in comune con la peggiore feccia del genere umano, ma anche con Gandhi, con Einstein, perché no? con Quasimodo, eccetera…
 

Le parole non ascoltate

 
Sono quelle, troppo forti per il coraggio.
E quelle, troppo vive per la vita.

Sono proprio quelle, troppo importanti per un bambino.
Sono sempre quelle, troppo suadenti per una donna.
E sono ancora quelle, troppo romantiche per un uomo.

Sono quelle troppo.
Sono quelle che lontane dalle loro labbra, smarrite esse, non il senso,
quelle che il vento le sgrana, sillabe, lettere, spazi, che          .
 

Ognuno la sua

 

«La felicità è reale solo quando condivisa.»

Christopher McCandless, protagonista della storia, vera, narrata in “Into the Wild” (“Nelle terre selvagge”)
 

«Quello che non puoi condividere è la bellezza di una solitudine.»

solomenevo, protagonista della sua propria vita