Archivio tag | raccomandati

Dicono che bisogna stare al passo coi tempi…

… ma a chi la vogliono raccontare?

 

 

Il dottor Mario Marradi

In questo blog, nel post “Le cose come sono“, ho già parlato della grande povertà del materiale umano che ho incontrato nella mia vita lavorativa in Banca d’Italia, ufficio di Cassa della Filiale di Savona. Qua racconto un episodio che ebbe per protagonista l’allora capufficio Mario Marradi.

Premetto che gli uffici di Cassa della Banca d’Italia ricevevano in versamento i soldi che le banche della provincia raccoglievano dalla loro clientela. Ecco, un giorno si presentò allo sportello un’impiegata della Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca de’ Baldi due comuni in provincia di Cuneo che insieme non arrivano a quattromila abitanti. La signora, una ragazza che non aveva trent’anni, doveva versare qualche decina di milioni di lire in biglietti da centomila raccolti in mazzette da cento biglietti.

Poteva succedere che le mazzette fossero preparate e messe insieme in fretta, e che si presentassero “non come si vedono nei film” per così dire, erano biglietti usati e strausati; poteva succedere, ma ecco che il nostro, debole coi forti e forte con i deboli, se ne uscì con: «Siete proprio una banca di zappatori! Sembrano fascine queste!»

Mi sentii sprofondare dalla vergogna, la vergogna di dover lavorare con un simile personaggio, la vergogna più che il dispiacere per la ragazza insolentita da quel pallone gonfiato; anche perché il dispiacere e la pena erano tutte per me che dovevo lavorare tutti i giorni con quel coso e con altri della stessa statura.

Però quella volta ci fu un seguito: la ragazza tornò alla sua agenzia dall’altra parte della strada, riferì a chi di dovere e chi di dovere telefonò al granduomo e… gli dovette fare proprio un bel cazziatone perché quello scattò sull’attenti davanti al telefono! «Ma no, sono stato frainteso, ma io no, ma chiedo scusa se…» e inchini vari, più penoso che mai.

Ecco, quella volta fece la figura che meritava: un mero cafone messo al suo posto da una persona perbene. Ogni tanto succede, non sempre purtroppo. Riguardo a me… la lotta continuò, e non poteva essere altrimenti.