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La camera

Pietro emise un piccolo gemito voluttuoso e la sua mano fece un gesto leggero. Eva lo guardò duramente. “Chissà come sarà quando si sveglia.”

Era ciò che la tormentava. Non appena Pietro dormiva, bisognava vi pensasse, non poteva impedirselo. Aveva paura che si svegliasse con gli occhi appannati e si mettesse a balbettare.

“Sono stupida,” pensò, “questo non dovrà cominciare prima d’un anno, Franchot l’ha detto.”

Ma l’angoscia non l’abbandonava; un anno; un inverno, una primavera, un’estate, il principio di un altro autunno. Un giorno i suoi tratti si altererebbero, egli lascerebbe pendere la mascella e aprirebbe solo a metà due occhi lagrimosi.

Eva si chinò sulla mano di Pietro e vi posò le labbra: «Ti ucciderò prima.»

Jean-Paul Sartre, “Il muro” – La camera

Anche per me

 

 

L’importante

Un paio di mesi fa, discorrendo con mio figlio Fabio dei tempi passati, venni a sapere che Gianfranco era morto. Era un amico di famiglia, di quando la famiglia, forse, esisteva.
Ci rimasi male, ma non chiesi particolari, né mi stupii: Gianfranco aveva avuto il primo infarto a cinquant’anni e ne erano passati altri venti, diedi per scontato che ne avesse avuto un altro, però non avevo voglia di approfondire: importa sapere il come ed il perché?

Poi l’altro giorno vado a fare la spesa all’ipermercato a Savona, ché devo comprare cose che qua non trovo… cedo il passo ad un tizio col carrello strapieno, quello mi guarda e mi ringrazia, io lo guardo, dico prego… quando mi viene il dubbio è già lontano, ma mi è sembrato proprio Gianfranco.
Se è lui non mi riconosce, ma la mia barba adesso non è nera come vent’anni fa, poi ho divorziato e sicuramente non ho più l’aria “da sposato”, sono, e certo appaio, più rilassato di allora.

Ma sono quasi sicuro che è lui, allora mando un SMS a Fabio chiedendo se è sicuro di quello che m’ha detto. Non gli dico che l’ho (che credo) di averlo visto ma lui capisce, perché dopo qualche minuto risponde: «Mi sa che mi sono sbagliato, devo aver preso per mortale un suo infarto. L’importante è che non l’abbia preso per mortale lui.»

«Già» rispondo.