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grazie ma… no, no, però ti ringrazio…

 

Tristezza, per favore va’ via [Tristeza]
(c’è tanta gente che ha bisogno di soffrire)

Tristezza, per favore vai via,
tanto tu in casa mia no, non entrerai mai.
C’è tanta gente che ha bisogno di soffrire,
e che ogni giorno piange un po’.
Invece Ornella vuole vivere e cantare,
e deve dirti di no.
 
Tristezza, per favore vai via,
non aver la mania, di abitare con me.
Vorrei dipingere di rosso la mia stanza,
appena parti lo farò.
Al posto tuo ho già invitato la speranza,
e finalmente vivrò.

 

 

Secretary

Il film Secretary è del 2002. Non sono un cinefilo e l’ho scoperto solo un paio d’anni fa, è passato in TV ed è stato subito amore.

Questa è la prima scena dopo i titoli di testa:

 

 

Se devo definirlo penso “tenero”, “una storia d’amore”, “divertente con momenti esilaranti”.
Riporto il dialogo avvenuto al primo incontro dei protagonisti, lei Lee Holloway, aspirante segretaria (Maggie Gyllenhaal), lui Edward Grey, avvocato (James Spader). L’occasione è un colloquio di lavoro dove il datore di lavoro fa di tutto per scoraggiare la candidata senza riuscirci non per l’insistenza della candidata, ma per propria incapacità.

Ed: «Vuole sul serio diventare una segretaria?»

Lee: «Sì, lo voglio.»

Ed: «Ha i voti più alti di chiunque altro si sia presentato. Lei è veramente troppo qualificata per questo lavoro, si annoierebbe a morte.»

Lee: «Io mi voglio annoiare.»

Ed: «Ho una praticante legale part-time, tutto quello che mi serve è solo… una dattilografa, che sappia arrivare al lavoro in orario e rispondere al telefono.»

Lee: «Questo lo posso fare.»

Ed: «Qui noi usiamo soltanto macchine da scrivere, non computer.»

Lee: «Va bene.»

Ed: «È un lavoro molto monotono.»

Lee: «Mi piace il lavoro monotono.»

Ed: «Ehh… c’è qualcosa in lei… la sua… lei dà l’impressione di essere una persona… molto chiusa… un muro!»

Lee: «Lo so.»

Ed: «Si lascia mai andare?»

Lee : «Non lo so.» – squilla il telefono – Ed (a Lee): «Non ci sono per nessuno.»

Questo “duello”, che si conclude con l’assunzione “forzata”, anticipa la storia d’amore: quando Lee si accorgerà di essere innamorata di Edward e di esserne ricambiata, dovrà lottare, si dovrà imporre, paradossalmente contro la propria natura, per “convincere” il suo amato/innamorato.