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La camera

Pietro emise un piccolo gemito voluttuoso e la sua mano fece un gesto leggero. Eva lo guardò duramente. “Chissà come sarà quando si sveglia.”

Era ciò che la tormentava. Non appena Pietro dormiva, bisognava vi pensasse, non poteva impedirselo. Aveva paura che si svegliasse con gli occhi appannati e si mettesse a balbettare.

“Sono stupida,” pensò, “questo non dovrà cominciare prima d’un anno, Franchot l’ha detto.”

Ma l’angoscia non l’abbandonava; un anno; un inverno, una primavera, un’estate, il principio di un altro autunno. Un giorno i suoi tratti si altererebbero, egli lascerebbe pendere la mascella e aprirebbe solo a metà due occhi lagrimosi.

Eva si chinò sulla mano di Pietro e vi posò le labbra: «Ti ucciderò prima.»

Jean-Paul Sartre, “Il muro” – La camera

Marcia nuziale (Brassens, La Marche Nuptiale)

Matrimoni per amore, matrimoni per forza, ne ho visti d’ogni tipo, di gente d’ogni sorta, di poveri straccioni e di grandi signori, di pretesi notai, di falsi professori.

Ma pure se vivrò fino alla fine del tempo, io sempre serberò il ricordo contento delle povere nozze di mio padre e mia madre decisi a regolare il loro amore sull’altare.

Fu su un carro da buoi, se si vuole esser franchi, tirato dagli amici e spinto dai parenti, che andarono a sposarsi dopo un fidanzamento durato tanti anni da chiamarlo ormai d’argento.

Cerimonia originale, strano tipo di festa, la folla ci guardava, gli occhi fuori dalla testa: eravamo osservati dalla gente civile, che mai aveva visto matrimoni in quello stile.

Ed ecco, soffia il vento e si porta lontano il cappello che mio padre tormentava in una mano; ecco, cade la pioggia da un cielo mal disposto deciso ad impedire le nozze ad ogni costo.

Ed io non scorderò mai la sposa in pianto: cullava come un bimbo i suoi fiori di campo, ed io per consolarla, io con la gola tesa, suonavo la mia armonica come un organo da chiesa.

Mostrando i pugni nudi, gli amici, tutti quanti, gridarono “per Giove, le nozze vanno avanti” per la gente bagnata, per gli dei dispettosi, le nozze vanno avanti, viva viva gli sposi!

Abissi

 
dal film Mr. & Mrs. Smith
 
dialogo fra Mrs. Smith (Angelina Jolie) e il dr. Wexler, consulente matrimoniale (William Fichtner):

Lei: «Si è creato un abisso, tra John e me, a causa della cose che non ci diciamo; come si chiama questo…?»

Lui: «Matrimonio!»