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Aldrovandi, due agenti restano in cella. Giovanardi: “Devono uscire” – Il Fatto Quotidiano

 

Giovanardi… chi era questo cretino?

 

Ah, no!!! Non “chi era”, lo è ancora!

 
Aldrovandi, due agenti restano in cella. Giovanardi: “Devono uscire” – Il Fatto Quotidiano.
 

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Storia di E

 

Perché sembra che io sappia, ma io solo deduco, da quello che vedo e con quello che so.

Perché io mi conosco, e conosco voi. Ma è l’interazione, è quando i nostri mondi si contaminano, che non capisco, e non ne capisco i meccanismi.

C’è stato un tempo in cui avevo fatto l’abitudine ai colpi, e anche l’abitudine al non riuscire a vedere più da che parte arrivassero, anche se gli occhi erano aperti; e non mi chiedevo nemmeno più perché: pensavo che ci sarebbe stato un tempo; ché quello il tempo non era.

Ora, è stato lo stesso. E mi domando: è stata la mia vulnerabilità di ora? O un dover ricordare il passato, e quel sentire, proprio in questo particolare momento? O forse una tua qualche necessità di malvagità? O, più semplicemente, non ci deve essere per forza una ragione, per il male?

(ad E. A., che ringrazio per la fiducia, la stima, il permesso di pubblicare)

 
Nota: sarebbe di moda che “E” fosse una donna, ma non è necessario. Anzi: non è una donna.
 

Ci sarà pure un giudice a Torino

«Ci sarà pure un giudice a Berlino»  è una battuta teatrale presa da un’opera di Bertolt Brecht riferita alla storia, vera o inventata, di un mugnaio della città di Potsdam, il quale, nel  1700, per contrastare un sopruso di un nobile, dopo essersi rivolto,  senza esito, a tutti i giudici germanici per avere riconosciuto il suo diritto, volle arrivare addirittura a Federico il Grande di Prussia.  Si recò quindi nella capitale, a Berlino, dove  l’umile ma testardo mugnaio ebbe giustizia
(riportato alla lettera da http://www.aladinpensiero.it/?p=3426)

E c’entra con me l’aneddoto ma è meglio che vada con ordine, per quanto lo consentono le mie capacità di sintesi.

Qualche tempo fa, il sette febbraio per l’esattezza, scrissi un post sulla difficoltà di dire “no” e di come, quel giorno, mi fosse pesato, fosse stata “dura”. Ma oggi è stata peggio, perché ne avevo contro tre, a dirmi che stavo per fare una cazzata.
Erano due funzionari della Polizia Postale di Savona ed un avvocato (d’ufficio) che il “Sostituto Procuratore Dott. Giovanni Battista Ferro“, il P. M. incaricato delle indagini, aveva nominato per me nella mia qualità di “persona sottoposta ad indagini in merito ai reati…”
Sì perché sono anni che denuncio su blog vari, e mi aspettavo mi arrivasse una denuncia, “aspettavo” non è il verbo giusto, ma vado avanti.

Prima l’avvocato si è voluto appartare con me, che gli ho detto chiaro che non avevo bisogno di lui, ma doveva «fare il mio dovere».
Poi siamo tornati nell’altra stanza, ed ho dovuto affrontare solo il Comandante ed il Sovrintendente, ma è stata dura, forse sono io che non mi so spiegare, però già gli avevo mandato un fax, per me la cosa era chiusa lì, invece hanno insistito.

Poi ho detto quello che è stato l’abracadabra, la “frase magica” che evidentemente li ha convinti, perché non hanno più argomentato (per me era sottinteso, sapevo che se denunciavo via web e con e-mail – anonime ma mirate – prima o poi la denuncia sarebbe arrivata, non sono scemo) insomma ho detto: «ma io non aspettavo altro che una denuncia, e guarda caso ha abboccato proprio lui, il più pollo di tutti.»

Allora hanno messo a verbale (quindi reso di pubblico dominio e per ciò pubblicabili) quello che volevo io, queste, testuali, le frasi salienti che ho sottoscritto con piacere:

l’indagato spontaneamente dichiara: non riconosco alcuna Autorità in speciale modo alla Procura della Repubblica di Savona e in particolare il P. M. Dottor G. B. Ferro che in passato mi ha danneggiato omettendo di compiere Atti d’ufficio a mia tutela, come prescritto dalla Legge. Non intendo pertanto rispondere a nessuna delle domande che mi avrebbero sottoposto e ritengo che il fax che ho spedito sia esaustivo … le mie motivazioni. Chiedo formalmente che questo procedimento… venga affidato alla Procura della Repubblica di Torino competente delle indagini riguardanti i Reati commessi dai magistrati della Procura della Repubblica di Savona.

Ho raggiunto lo scopo, nel merito decideranno i fatti, non persone che hanno dimostrato…

Non è che mi aspetti un “bravo” per avere raccontato i fatti miei, perché non mi piace mettere in piazza le mie cose. È che penso non siano solo affari miei, poi fate voi, per me questo è dovere civico.

Sto assaporando ancora questa sensazione nuova ma già conosciuta, senso di liberazione.

Una sola persona ho avvisato della novità, con un SMS che finiva così: “Oggi il cielo è blu sopra Savona.” Poi ho saputo che è una citazione più o meno calcistica, ma io non mi interesso di calcio… avevo in testa un giudice di Berlino, o di Torino… e comunque il cielo era blu, blu, dopo tanto, vaffanculo.

 

Ognuno la sua

 

«La felicità è reale solo quando condivisa.»

Christopher McCandless, protagonista della storia, vera, narrata in “Into the Wild” (“Nelle terre selvagge”)
 

«Quello che non puoi condividere è la bellezza di una solitudine.»

solomenevo, protagonista della sua propria vita