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Una bella giornata (Cirano)

 

Una bella giornata. Una bella giornata da chiudere in maniera degna.
Un sorriso, qualche parola, non una di troppo; chiacchiere, di nulla. E tutto va, con la consapevolezza che sono sempre, ancora, mio; e sono sempre io, perché ho preso l’abitudine di dare “di me”, e dare “me” è l’unico modo di dare che non mi priva di nulla, e domani potrò dare le stesse cose; come oggi, dare “senza testimoni”, sottovoce e senza cercare luci di una qualche meschina ribalta e tristi sguaiatezze:

for your eyes only and burn after read… in your heart, please

anche se non c’era bisogno di dirlo, ma fa piacere, perché chi ti chiede riservatezza… ti confessa di avere avuto fiducia.

E per concludere, appunto, la bella giornata, una canzone bellissima(?)

Francesco Guccini è sempre romantico, sempre, ma in questa canzone si supera, a mio parere. Certo, il soggetto ispiratore (Cyrano de Bergerac, da Edmond Rostand) aiuta ma, come ha detto una volta Roberto Vecchioni, «Guccini è un artigiano della parola» e chi ha ascoltato, veramente ascoltato, i suoi testi può citare rime incredibili, «rime che solo Guccini» come dico io.

Questi alcuni versi e qua il testo, per chi avesse curiosità.

La consapevolezza della solitudine, che può essere superata solo con le parole:

Ma quando sono solo, con questo naso al piede, che almeno di mezz’ora da sempre mi precede,
si spegne la mia rabbia, ricordo con dolore, che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute;
e quando sento il peso d’essere sempre solo, mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo;
ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste,
perché Rossana è bella, siamo così diversi, a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi…

Il video

 

 

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Isole

da Wikipedia:

“L’isola non trovata” allude, in modo non troppo velato, ad un luogo mitico che rappresenta simbolicamente tutto quello a cui l’uomo (durante la sua vita) e l’umanità (nel corso della storia) aspirano e non potranno mai raggiungere: potrebbe essere la pace, la felicità, la verità, il bene, …
Il testo della canzone prende spunto dalla poesia “La più bella” di Guido Gozzano.

 

 

… ma bella più di tutte è l’isola non trovata,

quella che il Re di Spagna s’ebbe da suo cugino,

il Re di Portogallo, con firma suggellata

e “bulla” del pontefice, in Gotico-Latino.

 

Il Re di Spagna fece vela cercando l’isola incantata,

però quell’isola non c’era e mai nessuno l’ha trovata:

svanì di prua dalla galea come un’idea,

come una splendida utopia è andata via e non tornerà mai più.

 

Le antiche carte dei corsari portano un segno misterioso,

ne parlan piano i marinari con un timor superstizioso.

Nessuno sa se c’è davvero od è un pensiero,

se a volte il vento ne ha il profumo, è come il fumo che non prendi mai!

 

Appare a volte, avvolta di foschia, magica e bella.

Ma se il pilota avanza, su mari misteriosi è già volata via,

tingendosi d’azzurro, color di lontananza!

 

all by myself (as always)

la sosta

forzata.

il pieno. al cuore.

poi si riparte.

era previsto.

era previsto prima.

gli altri

sognan se stessi.

nessuno da salutare.

quando lasci l’autogrill.

tutt’al più

io non ti.

io non so.

so che non.

tutt’al più.

la strada

mi chiamò la strada bianca – quant’è? – chiesi, e la pagai, le lasciai un nichel di mancia, presi il resto e me me andai.
davanti agli occhi ancora il sole, dietro le spalle cala la tela, ma dietro la curva c’è sempre un’altra curva.
da sperare.

intanto

intanto ho saputo.

auguri.

spero di. o non.

la direzione

sempre la stessa: mai uguale