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Showtime (vedo le cose dolcemente passare)

Che posso farci se mi fai sognare?

Dove devo mettermi per non precipitare?

Che posso dirti se non ho più parole?

Tutto è così stupido che è inutile parlare.

Ho paura a guardarti negli occhi,

ho paura a guardarti nel cuore.

Tutti i miei trucchi sono da buttare,

lo vedi, non servono più.

Che posso farci se mi fai sognare?

Chissà se sogni anche tu?

Ecco il ragazzo e la sua bella chitarra

appena sbarcati dal treno.

Ecco il torero e l’orecchio del toro,

ecco l’applauso e il sorriso e l’inchino, l’inchino…

Che posso farci se mi fai sognare?

Devi proprio andartene? Davvero vuoi scappare?

Fermati ancora in questo pezzo di tempo,

dentro questa musica, in questo ballo lento,

che si muove davanti ai tuoi occhi

come un’onda si muove nel cuore.

Vedo le cose dolcemente passare,

non chiedo niente di più.

Che posso farci se mi fai sognare?

Chissà se sogni anche tu?

bisogno di sognare (ho)

E con le mani, amore, per le mani ti prenderò,
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò.
E non avrò paura se non sarò bella come dici tu,
ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più.
E senza fame e senza sete, e senza ali e senza rete, voleremo via.
 
 

Passo d’uomo

altra misura non conosco, altra parola non sono

 

 

Povero cuore. Con la mano sul cuore, giuro, che mai non ti vedrò accompagnare il male,

e voltare la testa, e piegare la schiena, abbassare la testa, e abbandonare la scena.
 

Povero cuore. Come un povero scemo apro la finestra, e sono qui che fumo,

e vivo la mia vita a passo d’uomo, altro passo non conosco, soltanto questo passo d’uomo.
 

Qualcuno sta aspettando, all’uscita della chiesa, benedici il suo cappello vuoto, la sua lunga attesa.

È una vita che si affanna, e cerca, e ruba: illumina il suo tempo, insegnagli la strada.
 

Sono solo un operaio lungo la massicciata, il mio pane sa di polvere, la mia acqua è salata.

E lavoro per la ruggine, e respiro il carbone, costruisco per niente e non ne vedo la fine.

Sono qui che guardo fuori, senza troppo pensare, vedo cadere la cenere, vedo il fumo che sale.

E non c’è niente da nascondere, niente da svelare, niente da tenere stretto, non c’è niente da lasciare.
 

Povero cuore. Come uno straniero giro la mia terra abbandonata, abbandonato e solo.

E vado per la vita a passo d’uomo: altra misura non conosco, altra parola non sono.