Archivio tag | bambini

Bambini

Con la bella stagione aumentano le mie uscite in bicicletta, quindi sempre più spesso i miei post racconteranno di episodi accaduti durante gite più o meno lunghe sul mio mezzo a pedali.

Pedalare, specialmente su percorsi noti, lascia la mente libera, così che essa riceve messaggi che quando è impegnata in altre attività non è in grado di accogliere; in sostanza penso che il pedalare senza stress, senza pensieri, sia un’attività che genera una sorta di ponte fra inconscio e conscio, permettendo e favorendo associazioni di idee singolari, considerazioni solo apparentemente banali, orientando l’attenzione su particolari che in altri momenti e situazioni sarebbero passati inosservati: io, in modo poco originale, chiamo ciò “dimensione altra“; però questo discorso, per quanto stuzzicante per un appassionato, non è d’interesse generale ed esula dall’argomento del post. Forse.

Qualche giorno fa percorrevo la solita strada che uso durante la brutta stagione per mantenermi allenato, un percorso fatto di trentasei chilometri in gran parte su ciclabili e per marciapiedi percorsi di contrabbando. Entrato in una galleria e dovendo superare due ciclisti che procedevano in fila indiana, suonai il campanello per avvertirli, anche perché la prima era una bambina di sette, otto anni, ed i bambini possono fare manovre improvvise, si sa.
Prontamente il papà si spostò sulla destra, anche se non occorreva essendoci sufficiente spazio, dando contemporaneamente una voce alla bionda centaura che lo precedeva: la bambina si spostò anch’essa subito a destra.

Ringraziai per la cortesia. «Prego» disse il papà, e quando la sorpassai anche la bimba disse «Prego!» ed a me scappò da ridere, perché avvertii quel “prego!” come un’affermazione della propria individualità, un dire che sì, sono piccola, sono qua perché mi accompagna il babbo, ma guido io, conosco le regole e le so rispettare, tu hai ringraziato anche me ed io ti ho risposto.

Magari non pensava tutto quello che ho creduto io, forse sì; certo era una bimba beneducata, e mi ha fatto sorridere.

Perfect day

Anche stasera, come tutti gli anni, ho avuto l’impressione, ad un certo punto, che tutto fosse come doveva essere; mi succede da diversi trentuno dicembre: c’è un momento in cui dico «ecco, è vero, è ovvio, non potrebbe che essere così» riferendomi a qualcosa.

Quest’anno è stato mentre ero seduto al bar, poco spazio fra la mia poltroncina ed uno sgabello, due signore che escono con la prole, io che mi faccio piccolo per lasciar passare; sono le diciassette o poco più, le donne sono lì coi bambini in un giorno di festa per tutti loro e in un momento di quiete prima dei rumori del cenone, dei giochi, dell’attesa rumorosa di chissà che.

Un momento perfetto, per loro, la pace prima della bagarre.

Per me, osservatore, essi elemento perfetto dentro un pomeriggio perfetto di un altro giorno perfetto.

 

 

Auguri a tutti per un anno finalmente diverso!