Il senso della vita

L’importante è che qualcuno ci paghi per quello che facciamo: che senso ha vivere se nessuno ci paga per farlo?

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30 thoughts on “Il senso della vita

    • sai, volevo sottolineare la venalità dei tempi che viviamo.
      e sottolineare che non sempre si vive, a volte ci si limita a respirare.
      è un pensiero che mi è venuto nel dormiveglia, un’intuizione… demenziale?

  1. sì, chi vive viene ricompensato dalla vita, dal vivere.
    ma il post è più profondo di quanto pensassi io stesso… volendo.
    guarda la mia risposta al commento di sopra. ciao Manuel.

    • voglio dire che ci si muove solo se pagati, e si arriva a non fare altro: si vive per lavorare. ed il lavoro è contrario alla natura dell’uomo,.. ahi! cosa ho detto?!

          • Se pochi o quasi nessuno sono sinonimi… hai ragione.
            Potrebbe essere interessante analizzarne la ragione.
            Quarc

            • semplice, il mercato vuole determinate cose, non altre: chi vuole fare il minatore? chi vuole lavorare (come fanno in Cina) dodici e più pre al giorno per assemblare componenti elettronici?
              il discorso dello sfruttamento degli uomini e dei minori, non dimentichiamo (non solo in Cina e India!) è lunghissimo ed anche datato… ma se parli di diritti dei lavoratori ti dicono che sono “vecchie ideologie del secolo scorso”, invece è gente che si arricchisce in questo secolo, mentre altra muore… 😉

              • Senza andare in Cina o in mondi diversi il problema non è solo quello dell’eventuale sfruttamento… che non dovrebbe mai esserci, ma quello che ci si dimentica spesso e volentieri che per fare quello che piace è necessario anche qualche sacrificio.
                Molte persone che fanno ciò che non piace soffrono dal lunedì al venerdì e non vedono l’ora che arrivi il sabato e la domenica… per magari litigare con la moglie e… sperare allora nel lunedì per poter tornare a lavorare. Queste persone non vivono.
                A parte queste situazioni, non sopporto l’esistenza dei precariati sempre più diffusi e sempre più al limite del delinquenziale.
                Questo è un piccolo pensiero per un argomento “enorme”.
                Buona giornata.
                Quarc

                • Non c’è proprio niente da aggiungere (o tutto, visto che l’argomento è “enorme”).
                  hai detto anche che non bisogna mettere in discussione i princìpi… cosa che invece si fa.
                  grazie.
                  Silvio

  2. piccolo difetto dell’attuale società…si cerca sempre di avere un tornaconto, in ogni ambito…per quanto riguarda l’esistere e il vivere, credo che ad ognuno sia più o meno capitato un periodo in cui ha sentito solo di esistere e non vivere…ripensandoci ora, lo vedo come un periodo in cui mi sono fermata per capire, scoprire e poi ricominciare…riprendere forza in un certo senso e anche consapevolezza…poi la vita ha il senso che ognuno decide di darle…tornaconto o meno…

    serena giornata
    lella

    • a volte bisogna “navigare a vista”, con la costa come riferimento, evitando accuratamente le acque profonde: la costa serve come punto di riferimento in momenti di smarrimento,
      non riesco a farne però una regola di vita, e penso sia giusto avventurarsi preferibilmente nella “navigazione d’altura”, più interessante, sempre direi. 😉
      vista l’ora devo ricambiare il tuo saluto con la buonanotte. ciao.

  3. Ciao. Appena ho letto questa frase ho pensato “ma che dice, come si fa a pensare che vivere abbia un prezzo??” Poi leggendo i commenti, ho letto anche le tue spiegazioni e allora ho capito. Vero, oggi tutto sembra misurabile con il denaro o il compromesso. Per molti almeno sembra cosi’. Questione di scelte. Con il denaro molti misurano il proprio potere,il proprio successo,la propria sicurezza, le proprie capacità personali. Tutto dipende dove è il baricentro delle scelte di vita di ognuno. Io ho scelto diversamente: il mio tempo e le mie idee non hanno prezzo. Neppure sul lavoro.

    • ed hai scelto bene, sempre secondo me.
      sarebbe davvero un discorso lunghissimo, ma credo che imparare a dire i primi “no” sia un primo passo.
      dire no a ciò di cui non abbiamo veramente bisogno, invece, sarebbe un passo enorme, sembra banale ma è così.
      grazie del contributo. ciao. 😉

    • e dai! non so, guarda, non posso dire niente sul tuo pessimismo.
      voglio qua notare che trovo giovani pessimisti e “vecchi” (come me) soddisfatti (essere ottimisti è dura!) e “speranzosi”.
      io non ero così pessimista alla tua età (e vorrei vedere, mi risponderai tu) ma non lo sono nemmeno ora, e dico (un po’ sul serio, un po’ per prendermi in giro) che “ho una vita davanti”, e ci vado incontro, se non altro, curioso!

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