L’arte contemporanea spiegata all’Osteria

Grazie!
Davvero emozionante.
In quel minuto si sono detti cose che già sapevano ma che non si erano mai detti.
E che anche noi sappiamo, pure se non abbiamo le parole per dirle.
Per chiudere il commento: non so cosa ho voluto dire ma, qualsiasi cosa fosse, l’ho detta.
Silvio

I Quaderni dell'Osteria

E’ inutile, non capisco l’arte contemporanea. Meno che meno sta performance art. Mi sa tutto di anni ’60 o cose cosi. Si, lei col collo alto nero e gli occhialetti tondi, fa bene a fare boccuccia. Sono un ignorante. Amen.

Ma uno spiraglio, uno squarcio di comprensione, me lo ha dato The Artist is present, la performance di Marina Abramovic. In poche parole l’artista Montenegrina nel 2010 al MoMA di New York è restata per tre mesi, impassibile, seduta su una sedia mentre a turno i visitatori potevano accomodarsi di fronte a lei e guardarla negli occhi.

A un certo punto arriva il suo vecchio collaboratore e compagno, Ulay, artista tedesco nato tra l’altro nel suo stesso giorno. Se ve li ricordate, erano quei due matti che se ne stavano nudi sugli stipiti di una porta e ti toccava passarci in mezzo o che avevano fatto Relation in time

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13 thoughts on “L’arte contemporanea spiegata all’Osteria

  1. Non a me é piaciuta tantissimo, ci vuole tanta energia per poter mantenere lo sguardo in quel modo…ma sai quante volte si guardano le persone in quel modo e non si dice niente…a me capita spessissimo…bravo anche quel l’uomo sembrava una storia d’amore àl capolinea…oppure uno che ti sta per raccontare una tragedia….

    • “sai quante volte si guardano le persone in quel modo e non si dice niente…a me capita spessissimo…”: mamma!!!! credo mi metteresti in imbarazzo… 🙂
      sì, bella storia.
      grazie della visita.

  2. Ciao, come va? E’ da tanto che non ci si vede….
    La Abramovic è una grande, a me piace molto la Performance Art. Anche Yoko, la moglie di John Lennon, si dedicava a questa particolare forma di comunicazione.

    Secondo me il brizzolato è un attore, perchè stato veramente in gamba a comunicare con uno sguardo. Il suo sguardo mi ha trasmesso apertura, rispetto e curiosità verso l’artista, ma anche sicurezza, autoironia e disponibilità nel presentarsi.

    Sarebbe bello incontrare tutti i giorni persone con questo stato d’animo, saremmo tutti più amici e si imparerebbero un sacco di cose 🙂

    • è da sempre che non ci si vede. no, a parte gli scherzi ogni tanto ti penso, un paio di settimane ho parlato di te con mia (futura, forse) nuora: ha una idisincrasia per la guida in autostrada, e tu avevi appena postato l’articolo sul basket e i tuoi dubbi (ovviamente passati) sul continuare o meno.
      come vai con l’Erasmus?

      il brizzolato era il suo ex, si erano lasciato ventuno anni prima.
      ora, probabilmente lei sapeva, secondo me, della possibilità di trovarselo davanti, o che se lo sarebbe trovato davanti… ma credo proprio che le emozioni fossero genuine, quindi non saprei: un’artista non piange a comando… credo…

      • oh, che onore, grazie per aver parlato di me a lei! ^^

        ops…. non avevo cliccato su “continua a leggere” e pensavo che il post fosse finito. non dubitare di me, io i tuoi post li leggo sempre tutti, da cima a fondo!

        Sì, le emozioni sono genuine, però lui è un attore comunque… e anche simpatico!

        Guarda la performance “aaa-aaa”… fa un po’ ridere XD

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