Archivio | aprile 2013

A volte ritornano

Ho già parlato del dottor Marco Bazurro, certo alcuni miei lettori lo ricorderanno. Per evitare altre denunce, per il momento ho messo “in sospeso” l’articolo in cui narravo delle sue prodezze ai miei danni, però ne riporto qua qualche riga, scritta il 31 gennaio 2013:

Marco Bazurro fu il medico che mi accolse (si fa per dire) al Pronto Soccorso dell’Ospedale san Paolo di Savona, un giorno di ottobre dell’anno scorso, dopo una rovinosa caduta in bici.
In realtà il dottor Bazurro fece carte false, letteralmente, pur di dimettermi, dichiarando nel referto che avevo “deambulato senza problemi”, quando avevo difficoltà a stare seduto, sulla lettiga, davanti a lui.
Non solo: arrivò addirittura, nella visita di routine di sette giorni dopo, a prescrivermi di «camminare il più possibile» quando ancora, dopo sette giorni, dovevo usare la stampella per mettermi in piedi con estrema difficoltà e deambulavo con grandissima fatica, sempre utilizzando la stampella.
Avevo infatti, oltre alla clavicola, fratturato anche il bacino, ed un ortopedico si sarebbe dovuto accorgere che “qualcosa non andava” ed ordinare, doverosamente, altri accertamenti.
Invece passarono ancora venti giorni prima che, di mia iniziativa visto che non miglioravo, decidessi di fare altre lastre, al bacino, e la mia diagnosi si rivelò esatta, la mia.

Tornando ad oggi, il dottor Bazurro, quando meno me l’aspettavo, è ritornato, e ora vi racconto come.

Purtroppo domenica scorsa, 28 aprile, sono stato urtato proditoriamente (secondo una testimone) da un/un’ automobilista che si è poi dato/a alla fuga. Nella caduta mi sono procurato la frattura della clavicola (la solita, la sinistra) ed alcune escoriazioni.

Già comparando i due Verbali di Pronto Soccorso, riferiti allo stesso paziente ed in sostanza allo stesso tipo di incidente nonché a simili conseguenze, stupisce la differenza nel numero di prestazioni: nove prestazioni nel secondo incidente, solo quattro nel primo, e bisogna tenere conto che delle quattro una è “RX ANCA SX”, radiografia anca sinistra, perché lamentavo dolore; radiografia peraltro inutile, visto che né il radiologo né l’ortopedico dottor Marco Bazurro rilevarono la frattura al bacino. Insomma, anca a parte, siamo nove contro tre! O il medico che mi ha visitato al Pronto Soccorso la seconda volta si è inventato qualcosa per passare il tempo o quello che mi ha visitato la prima volta… boh?
Per esempio, una cosa che capiamo tutti: prestazione 90007, quantità 1, pressione arteriosa”; questo risulta nel secondo verbale, invece la prima volta nemmeno la pressione mi hanno misurato… o non hanno ritenuto opportuno annotarla? Inoltre, se il secondo medico scrive “trauma cranico, iniziale amnesia, attualmente ricorda l’accaduto” magari è perché si è premurato di indagare, e non ha “dato per scontato”.

Ma torno al dottor Marco Bazurro. Quando domenica scorsa il medico mi disse che aveva chiamato il Reparto Ortopedia per farmi sottoporre a visita, gli chiesi chi fosse l’ortopedico di turno, ma non seppe rispondermi: temevo, o forse speravo, di sentirmi dire che era lui, lui, il dottor Bazurro. Rimasi in attesa sulla barella.

Quando arrivò non lo riconobbi, credo si sia fatto crescere la barba, ma quando diede mostra di sapere chi ero, gli chiesi «Scusi, lei…?» guardando miope il suo tesserino e capendo subito con chi avevo a che fare; «Bazurro.» rispose lui, e non aspettavo altro. Agitando da destra a sinistra e viceversa l’indice dritto col pugno chiuso feci segno di no, e dissi: «No, no, lei non mi visita.» con voce forte e chiara che fosse udita intorno, da pazienti, infermieri, portantini, medici; quindi chiusi a pugno la stessa mano destra, col dorso verso l’alto, e per due volte apersi il pugno, gesto che inequivocabilmente significa “allontanati” e sottintende fastidio, ed era proprio ciò che sentivo, fastidio.

Come se l’aspettasse si voltò, andò verso l’ambulatorio del medico che l’aveva chiamato e disse a voce alta: «Siete testimoni che questo signore non vuole farsi visitare da me.» e fece per andarsene dicendomi «La saluto»; risposi: «Io no! Cammini!» Allora tornò indietro, entrò nell’ambulatorio e chiuse la porta. Io, quasi liberato, dissi: «Che soddisfazione!» Sì, una liberazione.
Mentre mi rivestivo per andarmene restò nell’ambulatorio per andarsene dopo alcuni minuti.

Quando fu il momento di essere dimesso dissi che non avrei firmato che me ne andavo contro il parere del medico se non fosse stato scritto che avevo rifiutato la visita perché sarebbe stata effettuata dal dottor Bazurro; il medico rispose che allora non me ne sarei andato; gli chiesi se voleva operare un sequestro di persona; intanto era arrivato Fabio, mio figlio.
Prima di firmare il verbale, volli apporre di mio pugno la dicitura che volevo; allora il medico si decise a scriverla sull’originale e farla stampare dal sistema, che restasse tutto in memoria nel sistema stesso.

La vittoria fu quella dicitura: “Il paziente rifiuta la visita ortopedica perché sarebbe stata effettuata dal dott. Bazurro e si dimette volontariamente contro il parere medico.” Il tutto firmato dal sottoscritto.

Ho fatto la scansione del documento, come uno scalpo, uno scalpo appeso alla punta della lancia. Fare doppio clic per leggere.

Pronto Soccorso 28 aprile 2013

 

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Bambini

Con la bella stagione aumentano le mie uscite in bicicletta, quindi sempre più spesso i miei post racconteranno di episodi accaduti durante gite più o meno lunghe sul mio mezzo a pedali.

Pedalare, specialmente su percorsi noti, lascia la mente libera, così che essa riceve messaggi che quando è impegnata in altre attività non è in grado di accogliere; in sostanza penso che il pedalare senza stress, senza pensieri, sia un’attività che genera una sorta di ponte fra inconscio e conscio, permettendo e favorendo associazioni di idee singolari, considerazioni solo apparentemente banali, orientando l’attenzione su particolari che in altri momenti e situazioni sarebbero passati inosservati: io, in modo poco originale, chiamo ciò “dimensione altra“; però questo discorso, per quanto stuzzicante per un appassionato, non è d’interesse generale ed esula dall’argomento del post. Forse.

Qualche giorno fa percorrevo la solita strada che uso durante la brutta stagione per mantenermi allenato, un percorso fatto di trentasei chilometri in gran parte su ciclabili e per marciapiedi percorsi di contrabbando. Entrato in una galleria e dovendo superare due ciclisti che procedevano in fila indiana, suonai il campanello per avvertirli, anche perché la prima era una bambina di sette, otto anni, ed i bambini possono fare manovre improvvise, si sa.
Prontamente il papà si spostò sulla destra, anche se non occorreva essendoci sufficiente spazio, dando contemporaneamente una voce alla bionda centaura che lo precedeva: la bambina si spostò anch’essa subito a destra.

Ringraziai per la cortesia. «Prego» disse il papà, e quando la sorpassai anche la bimba disse «Prego!» ed a me scappò da ridere, perché avvertii quel “prego!” come un’affermazione della propria individualità, un dire che sì, sono piccola, sono qua perché mi accompagna il babbo, ma guido io, conosco le regole e le so rispettare, tu hai ringraziato anche me ed io ti ho risposto.

Magari non pensava tutto quello che ho creduto io, forse sì; certo era una bimba beneducata, e mi ha fatto sorridere.

Guarda che luna

 

Stasera c’è l’eclissi di luna e io, in anticipo come al solito, sono andato a fare le foto ieri, che la luna sempre piena era ma il cielo con pochissime nuvole. Non sono andato per fare le foto, ma era un bello spettacolo, dai.

Luna 1Luna 3Luna 4Luna 5
 

Conigli e praterie

Le parole sono importanti. Chi fa politica, ma anche un uomo di spettacolo, dovrebbero saperlo.

Così, quando ho letto la dichiarazione di Grillo: «Con Rodotà praterie per il governo» non potevo credere alle mie orecchie! Come è stato possibile un simile errore?

Tu immagina un coniglio, abituato al caldo della conigliera, al cibo a volontà che gli viene elargito tutti i giorni; in più immagina che quel coniglio possa stabilire che è vietato cibarsi di carne di coniglio. Quello che da decenni, insomma, fanno i parlamentari italiani: mangiare a ufo e in più rubare stabilendo che il furto da parte dei potenti è sostanzialmente impunito.

Ecco, tu porta la conigliera nella prateria, spalanca la porta e fa’ vedere quegli immensi spazi che sanno di libertà, di sole, di gioia, di vita insomma, ad un povero essere abituato a mangiare senza fare un cazzo dalla mattina alla sera: quale può essere la reazione se non il terrore? Quale la reazione del parlamentare del PD, ben pasciuto e nutrito per fare un cazzo dalla mattina alla sera, al pensiero di doversi guadagnare ciò che ora si intasca? Il terrore, appunto!

Il coniglio ed il parlamentare hanno reagito come un sol uomo (appunto!): si sono lanciati verso la sicurezza del pranzo a sbafo e dell’impunità, altro che “rinnovamento”!

Se volete dare anche di questo la colpa a Grillo…

La vignetta di Vauro