La camera

Pietro emise un piccolo gemito voluttuoso e la sua mano fece un gesto leggero. Eva lo guardò duramente. “Chissà come sarà quando si sveglia.”

Era ciò che la tormentava. Non appena Pietro dormiva, bisognava vi pensasse, non poteva impedirselo. Aveva paura che si svegliasse con gli occhi appannati e si mettesse a balbettare.

“Sono stupida,” pensò, “questo non dovrà cominciare prima d’un anno, Franchot l’ha detto.”

Ma l’angoscia non l’abbandonava; un anno; un inverno, una primavera, un’estate, il principio di un altro autunno. Un giorno i suoi tratti si altererebbero, egli lascerebbe pendere la mascella e aprirebbe solo a metà due occhi lagrimosi.

Eva si chinò sulla mano di Pietro e vi posò le labbra: «Ti ucciderò prima.»

Jean-Paul Sartre, “Il muro” – La camera

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2 thoughts on “La camera

    • sì, ma tutti sono molto… indagatori, “mettono a nudo”
      sai, ieri sera parlavo con una ragazza, che mi ha raccontato di una storia (vera) che entrambi abbiamo definito “una bella storia d’amore” (e di morte, proprio eutanasia)
      avevo pensato di farci un post, però,,, sono cose da assorbire e da elaborare.
      poi mi è venuto in mente questo racconto e ne ho pubblicato le righe finali.
      grazie per l’apprezzamento. ciao!

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