Le parole non ascoltate

 
Sono quelle, troppo forti per il coraggio.
E quelle, troppo vive per la vita.

Sono proprio quelle, troppo importanti per un bambino.
Sono sempre quelle, troppo suadenti per una donna.
E sono ancora quelle, troppo romantiche per un uomo.

Sono quelle troppo.
Sono quelle che lontane dalle loro labbra, smarrite esse, non il senso,
quelle che il vento le sgrana, sillabe, lettere, spazi, che          .
 

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26 thoughts on “Le parole non ascoltate

        • no, “troppo” vuol dire che danno troppo che suggeriscono troppo, che fanno vedere troppo lontano, parole che danno le vertigini, parole da cavalcare, parole che porterebbero troppo(!) lontano, le parole dell’utopia, e l’utopia è “il mai tentato”.

              • ..a me, di mio, le utopie non dispiacciono, perchè son come porte aperte… e lo si sa che quello che oggi sembra impossibile, domani, magari, sarà ovvia realtà. Si sa mai, si sa mai…

                • eh, anch’io la penso così. se fai “quello che puoi” inevitabilmente ti adagi, se tendi alla perfezione farai sempre meglio, e farai le cose con più entusiasmo.
                  è un ragionamento che vale per tutto, nella vita. (secondo me)

                  • la perfezione mi sta antipatica; io mi fermo al fare del mio meglio. 😛 Adagiarmi? Adagiarmi no, che è pericolosissimo, ho visto. Si rischia il baratro… meglio di no!

                    • ho detto “se tendi” alla perfezione, se cerchi di fare sempre del tuo meglio, senza stress.
                      in quanto all’adagiarsi tante cose le abbiamo perse perché le davamo per scontate e ci siamo adagiati… e ora siamo nel baratro, come dici tu.

                    • eh, l’importante è uscirne; o meglio: l’importante è che prima o poi le generazioni future ne escano. Dobbiamo dare una mano, per quel che può servire. Eh? 🙂

                    • certo. tieni conto che ho un figlio… ma anche se non ne avessi sono una t. d. c. e mi piacciono le cose giuste.
                      a volte mi sento stanco, di predicare nel deserto, però tanto fare le cose bene ormai è un’abitudine, andare avanti è un dovere, “lottare” è diventato un piacere… 😀

                    • speriamo di non doverci arrivare!
                      scherzo e non scherzo… le manganellate, i morti (parlo dei “diversi”, degli “scomodi”, non solo delle manifestazioni, che già è grave) sono già lotta armata.
                      se la lotta (civile) non ha un colpo di reni non ci sarà lotta armata dal basso perché è impossibile, ma continuerà la repressione, la lotta armata del potere. io la vedo così, certo, è un ragionamento “limite”, ma…

                    • non amo il ricorso alle armi. Mai… significa che abbiamo perso ancor prima di cominciare, se si passa alle armi. E’ necessario trovare strade più intelligenti. Le soluzioni ci sono, ma ci vuole la volontà di attuarle. Non so se ti sei reso conto, ma stiamo parlando di niente. Non c’è nulla di porpositivo in questo scambio. Solo chiacchiere, come spesso avviene. E io son sul cotto andante e devo dormire. Ne riparliamo quando vuoi. 🙂 Notte.

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