Abbiamo un problema. No, non quello

Oggi, 14 febbraio 2013, sento dalla radio che un miliardo di donne scenderanno in piazza, in tutto il mondo, per un flash mob “contro la violenza sulle donne”.
Era un po’ che ci volevo fare un post sulla violenza sulle donne, ché io di violenza ne so, e voi non siete un cazzo. Però il post lo faccio a modo mio, come lo vedo io, che come lo vedete voi lo vedono tutti.

Cominciamo dal G8 Genova 2001. E guardiamoci ‘sto spezzone di pochi secondi

che ho estratto da un documentario spagnolo (Del Poder – come vedete il Made in Italy tira sempre – documentario che potete vedere, se pensate che vergognarsi, ogni tanto, faccia bene)

Il mio spezzone mostra il video ripreso da una giornalista spagnola mentre veniva manganellata in un’aiola; era caduta nell’aiola perché aggredita dall’agente che ha continuato a pestarla. Quella giornalista era una donna.

Però vi prego di notare, alla fine del filmato, quello che più mi fa tristezza, quella ragazza con la faccia insanguinata, che guarda verso la camera, e poi si gira, abbassa gli occhi, perché quando hai subìto violenza non ti piace mostrarlo, quando subisci violenza te ne vergogni. E penso che la violenza è un modo per tenere a bada le donne, da che mondo è mondo. E la donna è importante, soprattutto è importante che stia a casa, e non in piazza.

Questi sono altri frame del documentario, abbiate pazienza se non sono ordinati, li ho caricati e sono venuti così. Anche queste sono donne che subirono violenza, la subirono quel giorno, come la subii io, ma loro erano là, io no.

Donne Genova 1Donne Genova 2Donne Genova 3Donne Genova 4Donne Genova 5Donne Genova 6Donne Genova 7Donne Genova 8

Sì, noi stavamo con le mani in alto…

Ora, quei delinquenti, con caschi azzurri, neri e grigi, possono ancora girare, armati, “a violentare altre” (De André) impunemente, perché i più, quel giorno, sono rimasti impuniti.

E torniamo a oggi.

Ultimamente è nata una… credo sia una ONLUS ma ha poca importanza. Si chiama Doppia Difesa.

Come si legge sul sito le due fondatrici, Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, vogliono aiutare tutti coloro che hanno subito sul lavoro o fra le pareti domestiche discriminazioni, violenze e abusi ma non hanno il coraggio, o le capacità, di intraprendere un percorso di denuncia. Ora, la battuta sulla Hunziker sarebbe facile (ovvero: “che ci azzecca Michelle Hunziker con le donne?”) ma non la conosco e mi limiterò ad esaminare la figura della deputata Giulia Buongiorno, per osservare la sua vicinanza politica, da sempre, all’onorevole Gianfranco Fini, che nel momento di quei pestaggi in mondovisione era, nella sua qualità di vice presidente del Consiglio, nella sala operativa della Questura di Genova. Incidentalmente, il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi.

Sottolineo anche che la deputata Buongiorno è stata, durante l’ultima legislatura, Presidente della Commissione Giustizia della Camera e che si è lamentata, anche recentemente, che la sua Commissione ha lavorato poco e male perché doveva occuparsi di mettere le varie pezze ai vari casini giudiziari (si scrive così ma si legge “leggi ad personam“) di Berlusconi… il leader del governo della Buongiorno, leader che tratta le donne come delle merde e chiedo scusa alle merde.
E ora la battuta è: che ci azzecca la deputata Giulia Buongiorno con la protesta contro la violenza sulle donne?

Battute (non troppo battute) ovvie a parte mi domando, io che mi faccio domande, che interesse c’è a gridare, giustamente, contro la violenza sulle donne in un paese, il nostro, dove le donne sono trattate… sappiamo tutti, o sarebbe bene sapessimo: ho sentito, stamattina alla radio, testimonianze di ascoltatrici che mi hanno fatto stare male.
Penso che chi è terrorizzato (o viene terrorizzato) veda in chiunque un “salvatore”, ma non è che si chiede aiuto al mostro?

E l’Orco sorrise e disse: «Vieni bambina, con me sarai al sicuro…»

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13 thoughts on “Abbiamo un problema. No, non quello

  1. Non so perchè,ma ho sempre pensato al sodalizio di queste due come una trovata pubblicitaria e per niente a difesa delle donne!
    Si dice che a pensar male si fa peccato.
    Però ci si azzecca!
    Ciaooooo
    liù

    • è un sodalizio incomprensibile!
      questo è scritto sulla home page:
      “Scoprono invece, quasi subito, di avere in comune molti tratti caratteriali: una incontenibile voglia di fare, un entusiasmo contagioso, una tenacia ferrea.”
      ma ci credi? ma siamo proprio scemi!

  2. Quello che sempre constato è che si condannano apertamente, ad esempio, i musulmani, ma noi che ci diciamo civili vorremmo essere come loro; il bunga-bunga del cavaliere ci disgusta, però vorremmo essere al suo posto…
    Così proprio non ci siamo.

    • è peggio del solito circo…
      qua è palese che il “femminicidio” (nota l’uso del termine “femmina”, la donna è “femmina” per il “macho” che la domina) è un’arma a doppio scopo: la distrazione di massa e la riduzione della violenza in “violenza alle donne”, la violenza dell’uomo (contrapposto ad arte e quindi nemico) per distrarre dalla vera violenza: quella del Potere.
      I see this

  3. Sai quale violenza a me fa ancor più fa rabbrividire?
    Quella psicologica. Quella che non si può vedere dall’esterno, e di cui nessuno può sdegnarsi e parlarne.
    È una violenza più sottile ma, se vuoi, ancora più terribile: perché si compie con il tacito consenso degli osservatori non spettatori.

    • io ho subito entrambe. adesso, forse, è cominciato il tempo della vendetta, certo quello della ribellione.
      a proposito di “tempo” ho letto il tuo post 68 (quello del professore) e le tue riflessioni, sul “tempo”. penso che il tempo debba comunque essere “speso”. e mai è buttato. ogni cosa ha ragione di succedere, ovviamente nella dimensione in cui viviamo (o abbiamo deciso di vivere, quando, al bivio, abbiamo fatto la scelta)
      se il tempo è venuto adesso, per me, e non prima, è perché scelsi questa strada (non potevo farne a meno – è falso, si può sempre scegliere) e per arrivare ad oggi è trascorso il tempo necessario per farmi arrivare dal momento della partenza al momento di “ora” pronto per fare ciò che solo ora posso fare, perché il mio tempo doveva passare per portarmi qua ma non bastava: dovevo anche essere pronto, il tempo doveva passare anche dentro di me. non hai capito niente forse, parlavo per me, grazie della visita e delle parole. 😉

      • Tutto accade per un motivo, e di questo ne son certo. Come sono parimenti convinto che ogni esperienza sia essa bella o brutta sia fondamentale per portarci ad essere ciò che siamo.
        Premettendo tutto questo, io sono però convinto che il non riflettere sulla limitatezza del tempo a nostra disposizione, ci porti a non impiegarlo nel modo opportuno. Non corretto o giusto: ma opportuno.
        Esempio stupidissimo: io adoro il Giappone. E vorrei tanto andarci. E sebbene abbia tutte le possibilità per farlo, ancora non lo visito, con il pensiero che ci andrò più avanti. Ma chi mi dice che io avrò, in futuro, la possibilità o l’occasione di visitarlo? Chi mi dice che da qui a 5 anni non venga sommerso o reso in-visitabile per lo scoppio di centrali nucleari?
        È un esempio sciocco, lo riconosco, ma è lo stesso motivo per cui quell’uomo del mio post non è mai andato sulla tomba del suo calciatore preferito.

        • Non è un esempio sciocco: se me ne hai parlato, qui, ora… è tempo che tu parta!!! 😉 (a mio parere)
          sai cosa? non c’è stato un momento, uno, nella mia vita, in cui abbia sentito di annoiarmi. ci sono persone che, fra i vari lamenti che sento, c’è anche quello della noia. io, quando ozio, ho i momenti di attività (non fisica!) più intensa… 😀 bho?

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