all by myself (as always)

la sosta

forzata.

il pieno. al cuore.

poi si riparte.

era previsto.

era previsto prima.

gli altri

sognan se stessi.

nessuno da salutare.

quando lasci l’autogrill.

tutt’al più

io non ti.

io non so.

so che non.

tutt’al più.

la strada

mi chiamò la strada bianca – quant’è? – chiesi, e la pagai, le lasciai un nichel di mancia, presi il resto e me me andai.
davanti agli occhi ancora il sole, dietro le spalle cala la tela, ma dietro la curva c’è sempre un’altra curva.
da sperare.

intanto

intanto ho saputo.

auguri.

spero di. o non.

la direzione

sempre la stessa: mai uguale

 

 

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15 thoughts on “all by myself (as always)

  1. Stai scrivendo post da settimana enigmistica!
    Non mi vergogno a dire che non ho capito nulla!
    ce l’hai anche tu con qualcuno?
    Ciaoooooooo
    liù

    • ciao passo. mi fa piacere ti abbia “emozionato”. ha emozionato anche me… 😉
      voglio dire che ero “emozionato” quando l’ho pensato, poi scritto, poi tagliato, poi postato.
      devo però citare le fonti:
      1. “gli altri sognan se stessi” è di De André, canzone “Un Matto” (sottotitolo: “per ogni scemo c’è un villaggio”), dall’album “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”, ispirato ad “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Master… e già per non avere citato questi “nessuno” mi dovrebbero arrestare…
      2. “mi chiamò la strada bianca… / … e me ne andai” è di Francesco Guccini, canzone “Autogrill”
      3. “davanti agli occhi ancora il sole, dietro le spalle” parole di Fabrizio De André, canzone “Il pescatore”
      il resto è tutto mio
      non ho citato le fonti… perché ho sbagliato a non citarle… ma soprattutto perché le sento “mie” quelle parole, come se dici “ed è subito sera” è “roba tua””, “patrimonio dell’umanità”, forse più noto… 😉

      e visto che mi sono scoperto… ci ho aggiunto due parole che avevo tagliato dall’originale, per non scoprirmi: le ho aggiunte in corsivo, così le riconosci: è stato un pieno “al cuore”! 😉

      • beh, niente da dire. “Il pieno al cuore, poi si riparte….!” Amo De André (conosco meno Guccini) eppure le “parole non tue” non hanno tolto al testo alcuna originalità. Emerge fortemente la passione, forse per una donna che non vuole ascoltare.

        • ottima lettura. più che passione… consapevolezza che è bene avere il cuore pieno, puoi avere belle cose nel cuore… e non riesci a farle traboccare se il cuore non è pieno… 🙂
          no, una donna che ha saputo ascoltare, ha saputo vedere, una donna che… vale la pena, è l’unica “donna” (non “essere umano di sesso femminile”) di cui posso dire questo… e non sono “ragazzino”… 😉 mi piace pensare così, che valesse la pena “dare”, oltre quello che ho “avuto”. 😀
          p. s.: “dare” e “avere” nei rapporti umani… ❓ però facciamo a capirci… ❗

    • a volte non puoi sapere qual è la direzione giusta… finché non hai percorso almeno una parte del cammino.
      per me “era prevista” prima di quanto sia avvenuta (la partenza) perché qualcosa ha trattenuto, la partenza è stata rimandata, più o meno consapevolmente, anzi il non distacco è avvenuto per una voluta ed insolita pigrizia…

        • sbagliare/non sbagliare. si può rischiare, decidere di rischiare, sempre ma:
          avere ragione una, una sola volta, può ripagare di cento errori? o solo di cinquanta? o di settantacinque? o anche di mille?
          sto andando a tentoni… 😉

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