Fiorella non monta le catene

Fiorella è “invadente”, Fiorella “c’è”, non puoi fare a meno di notarla, perché è “caciarona”, parla sempre e sempre a voce alta. Al bar si chiedono come faccia Walter, suo marito, a sopportarla, lui che è sempre calmo, pacato, parla a voce bassa; io no: perché li vedo bene insieme, e poi Fiorella mi è simpatica da quando ho sentito due sue “amiche” tagliarle, cucirle e metterle addosso un cappotto in dieci parole e cinque secondi; mi è simpatica perché non l’ho mai sentita sputtanare nessuna delle sue “amiche” o dei suoi amici.
Walter è artigiano edile, piace sentirlo parlare dei suoi lavori, perché gli piace il suo lavoro, ha una testa “giusta”, che fa sempre piacere in un ragazzo, dà speranza, che poi tanto ragazzo non è, avrà già sui trentotto, magari quaranta, con buona pace della speranza… ché tutti i “ragazzi” del bar sono ragazzi per me, ma hanno tutti sopra i trenta.

L’altra sera Fiorella attacca con «Che palle, devo fare benzina!» e quasi nessuno se la incula: “che palle tu!”, qualche “che mi frega?”, un “prendi l’autostrada, ti fermi al distributore, c’è l’omino che fa tutto lui, settanta centesimi di autostrada e sei a posto”, io: «fattela a piedi.», Ale: «Non dovrebbero nemmeno darti la patente.»
Lei rilancia: «Non so nemmeno cambiare una ruota, e mi rifiuto di imparare!» Ale abbocca: «Ma come…?» e lei «Scendi e… guarda la gestualità!» e mima: mani sui fianchi, occhi a guardare la ruota, poi al cielo, ripete il tutto «Ecco, tempo tre minuti e si sono fermati in dieci!»

E lì abbocco io, tiro fuori che uno deve essere indipendente, deve essere capace di trarsi d’impaccio in qualsiasi situazione, dico “uno” ma so dove parerà; e infatti la butta sul sesso, sul “fisico”, ma quando dice “voi uomini” la guardo torvo perché mi ricorda mia moglie (ex) che ogni volta che diceva “voi uomini” rispondevo, prima di mandarla a fare in culo, di non darmi del “voi” ma del “tu”, perché ero “io”, non “altri”. E lo stesso dico a Fiorella che, quella ruffiana, non si scompone… e mi dà ragione (cosa che ormai non mi fa più incazzare) e devo stare al gioco.

Quando comincia a parlare non la fermi più, ma ormai mi ha coinvolto, e la guardo con occhi diversi, perché ride e riesce a farmi sorridere, anche se ogni tanto obietto che, coi mezzi che ci sono oggi, puoi e devi essere in grado di ripartire, con la macchina, indipendentemente dal tuo sesso, ma ormai è lanciata.
Le catene? «Mi ci vedi a montare le catene? Ho il cellulare…» «Ma se c’è una tormenta di neve non è che mollano tutto per venire da te!» «Vabbe’, muoio assiderata, ma le catene non le monto, posso magari partire con le gomme antineve.» E meno male…

Ammette: «Poi dipende dalle persone, mia sorella non so da dove sia uscita: l’ultima volta m’è capitata in casa che Walter stava piastrellando; lei lo guarda, lo riguarda, poi, incinta, si tira su la gonna e si mette in ginocchio a tagliargli le piastrelle, col flessibile, ché l’affare per tagliare le piastrelle era rotto; io m’avessero dato duecento euro per stare in mezzo a tutto quel polverone gli avrei detto di andare a cagare!» Fiorella è veramente unica.
E continua così, a rivendicare la sua “volontà di incapacità”, e la conseguente capacità di cavarsela sempre, ma se ti dà ragione non c’è più lotta… e poi dice cose, racconta fatti, non opinioni: lei è così.

Quando arrivano le otto prendiamo la via della porta, prima che ci sbattano fuori; Maurizio le chiede «Me lo daresti uno strappo? Sei di strada…» lei: «Sì, però mi fai benzina!»
«Come benzina? Ti pago la benzina per cinque chilometri che faresti comunque?» – Maurizio è un po’ così, diciamo “spesso sovrappensiero”.

Lei, testuale: «Ma no, dov’eri finora? Io ti do i soldini, tu sviti il tappo, metti i dindi nel distributore, prendi la pompa, metti la benzina nel serbatoio…» e mi guarda, sorniona…

e io devo ricambiare il sorriso: allargo le braccia, mi stringo nelle spalle, cedo le armi, «Uomini!» riconosco.

 

Annunci

15 thoughts on “Fiorella non monta le catene

    • no, guarda che non è una “strafiga”, me ne sono accorto dopo… che poteva dare quell’idea da come ho scritto. no, lei parlava di “cavalleria”, non di quelli che “ci provano”… 🙂

      • beh… e allora dò ragione alla Fiorella! la cavalleria è morta! (ma a me non spiace!!)
        diciamo che se parliamo di lavori fisici… ovvio che mi fa piacere se c’è qualcuno che se ne occupa…
        però insomma far benzina… non è complicato!!!
        insomma trovo più interessante che le persone siano indipendenti su certe cose al di là del ruolo uomo/donna.
        un uomo che non ha bisogno di una donna per non morire di fame o una donna che non chiama un elettricista per montare una presa.
        ovvio che la galanteria fa piacere… ma per le piccole cose credo che le donne dovrebbero essere più indipendenti!!!

        • concordo con te. riguardo a Fiorella pensavo di avere tolto dubbi sulla sua persona con quei “mi piace” e “simpatica”, che però…
          fare benzina non è complicato, ma pensa che è veramente successo così! finale compreso, che potrebbe sembrare un’invenzione!
          credo che sia partita con “una lagna” così, tanto per dire qualcosa, poi abbia continuato la conversazione per cazzeggio… alla fine… non so, sembrava fosse un discorso fra noi, ci guardavamo e ridevamo, quasi uno prendesse in giro l’altro e che entrambi si sapesse. non so, una sensazione strana, e poi quell’epilogo che… manco fosse stato un copione da recitare (con Maurizio che aveva praticamente “dormito” ma il cui apporto è stato decisivo per il finale. l’avessimo preparata…

          • così alla fine gli eventi le han pure dato ragione su come sono gli “uomini” 🙂 e tu in effetti ti sei reso all’evidenza!

            però dai, è bello quando c’è complicità nei discorsi, no? come entrare uno nella testa dell’altro!

            • sì, è stato un bel momento davvero. hai capito perfettamente.
              l’ho scritto che “la guardavo con occhi diversi e che mi aveva coinvolto”, ma sarebbe stato lungo (ed equivocabile) dire quello che ho detto adesso. volevo anche dire che, quando l’ho guardata male, non si è per niente intimorita, neanche il minimo imbarazzo, mentre io mi ero (apaprentemente) incazzato “sul serio” e poteva imbarazzarsi/mandarmici, farci una battuta (e c’è bisogno che t’incazzi?) invece niente… aveva capito tutto… Walter non è un cretino!

  1. Ma.. è che VI si da del VOI nel senso di plurale maiestatis…
    Però.. che brave quelle che tagliano e cuciono un cappotto in 5 secondi: ma che sarte eccezionali! 😉
    Sarà che a Voi vi si chiama al plurale, ma fra Noi.. ci si mangia vive.
    Buongiorno!
    Aurora

      • Sì sì, d’ora in poi scrivi usando il Noi!
        Però..ora che ci penso, anche io di “voi donne” ne ho sentiti tanti, ma non nella mia città di origine, non dai miei amici: ho cominciato a sentirli da mio marito, già da prima che ci mettessimo insieme! Non erano riferiti a me, ma proprio al genere.. ero sbalordita sulle prime, non ci ero abituata. Dipenderà dagli studi che ha fatto? A ingegneria elettronica le donne erano ancora pochissime negli anni 2000.. Sarà per questo, oppure in Trentino sono tanto maschilisti? 😀
        Ho cominciato a prenderlo in giro e lui continua per prendere in giro me (e le donne in genere), fa le battute per vedermi finta incavolata e io faccio finta di incavolarmi 😉 : finché la buttiamo sul ridere è ok! 😐
        Fiorella.. mantiene salda la posizione, vorrebbe veder conservata la tradizione cavalleresca, e fa quel che può a questo scopo, 😉 un po’ d’ammirazione se la merita!

        • se ci ridete sopra va bene! 😉
          io ho sempre temuto l’omologazione, per questo ho sempre reagito con stizza e puntualizzando 🙄
          A parte il finale “da teatro”, Fiorella, io dico, l’ho conosciuta quella sera… e penso d’avere conosciuto un po’ meglio anche me stesso, mi sono trovato una capacità di guardare da una prospettiva che non conoscevo o avevo dimenticato… Fiorella è sempre lei… ergo se la vedo “diversa” sono io che sono cambiato! 😀

  2. Son sempre stata sin da piccola un tipino molto indipendente e chiedo aiuto solo se sono con l’acqua alla gola ( forse perchè non so nuotare? 😉 Della cavalleria degli uomini non mi è mai importato anche perchè avevo timore che poi pretendessero qualcosa in cambio .
    Per concludere io non chiedo mai niente ,cerco di cavarmela da me!
    Buona giornata 😀
    liù

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...