Award anch’io

liebsterblogaward

Ho ricevuto la nomination al “Liebster Award” da Manuel Chiacchiararelliquesto il suo blogquesto il post del premio.

Naturalmente ho chiesto a Manuel di scusarsi immediatamente e, visto che l’ha fatto, non starò ad insultarlo, almeno non in questo post: cosa fatta, capo ha! Ovviamente scherzo… grazie Manuel… 😉

Non amo i “premi” perché implicano “classifiche” e “qua” si scrive, spero, essenzialmente perché si ha qualcosa da dire. Non amo essere “di più”, vorrei “essere” e basta, possibilmente essere me stesso… appena saprò cosa sono.

È per ciò che non “nominerò” nessuno, perché “nominare” significa “scartare” e sia l’una che l’altra cosa… non hanno per me significato. 😉

 

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8 thoughts on “Award anch’io

  1. Pure io ho fatto come te con gli ultimi 2 premi! Non me la sentivo proprio di fare classifiche e rispondere a domande in un periodo in cui mi sentivo troppo giù .Uno me lo sono egoisticamente tenuto l’altro l’ho offerto a chiunque lo desiderasse.
    Buona notte e sogni d’oro ! 😀
    liù

  2. E hai fatto bene! Io l’ho dato a Liù perché la vedevo depressa, altrimenti non l’avrei dato a nessuno (come sempre ho fatto in passato), non mi andava di fare ‘nominations’ né di farmi domande e darmi risposte, ci mancherebbe.. Son 7 anni che sto in blog, questi premi girano da secoli… è vero che ci sono nuovi bloggers, e ogni tanto si inventano premi apparentemente nuovi, non ho capito a che pro… Che poi davvero c’è gente capace di restarci male.
    Un sorriso Silvio
    Aurora

    • Buongiorno Aurora.
      mah, possono servire a conoscere blog, ma alla fine mi sembrano delle catene di sant’Antonio, e poi i premi, veri, sono quelli che sai di avere meritato, quelli che hai sudato… 😉

      • SONO delle catene di sant’Antonio, vere e proprie, lo sono sempre state!
        E’ la versione da blog della Catena, con la differenza (peggiorativa) che fa sentire ‘obbligati’ (cosa che almeno nella catena di vecchia memoria non c’era, perché tutto si consumava piuttosto ‘in segreto’), al più la vecchia catena spaventava qualche superstizioso, questa implica scelte pubbliche che devi pure pubblicamente motivare per giunta…
        😉

        • penso che siano tutti meccanismi, ce ne sono tantissimi per carità, di un “modo di pensare” che implica un “modo di essere”, che implica un “modo di comportarsi”… in una (guarda caso le associazioni di idee!) catena autorigenerantesi ed autoreferenziale (a me, ciclista, viene in mente la catena della bicicletta, che ha una lunghezza precisa e “finita”… ma che è infinita! nel suo movimento)
          ripeto che ho sempre rifiutato istintivamente la competizione, perché competere significa doversi “esprimere in funzione dell’altro”… e così ci si dimentica di “esprimere se stessi in funzione di sé” e come sia importante il rapporto con noi stessi.
          Ieri ho letto dell'”esistenza in funzione del contrario” in questo post: http://viapiodecimo9.wordpress.com/2013/02/05/sinonimo-in-esatto-contrario/
          e lo cito, anche se il mio discorso non è affine.
          ciao Aurora, è sempre un piacere sentirti, davvero. 🙂

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