Comicità

Roma-Trastevere, 15 gennaio 1973

Caro Eleuterio,

la casa che mi vide rincorrere la palla a rombi colorati, oggi mi vede rincorrere sogni irrealizzati e pieni di amarezza. Il nostro bisticcio dell’altro giorno mi ha lasciato come un campione dopo un incontro di boxe: vincitrice, ma pesta. Pesta dentro, Eleuterio.

Dalla finestra vedo il campanile della vecchia chiesa con la grossa campana. E penso che la campana in fondo non è altro che un battaglio con la minigonna… E penso anche che sei un cretinone, Eleuterio, se scateni una lite per una sempolice cucchiaiata di ragù!

Sempre Tua

 

Roma-Parioli, 16 gennaio 1973

Cara “Sempre Mia”,

mi dispiace che la casa che ti vide rincorrere la palla a rombi colorati, non ti abbia visto rincorrere a perdifiato un distinto giovane in tight, dalla vecchia chiesa fino al confine con la Francia. Se così fosse stato, oggi io sarei un felice scapolo con cittadinanza francese e tu la sposa felice di un qualunque altro povero infelice. Ma non fuggii, purtroppo.

Sarà anche cretinissimo litigare per una cucchiaiata di ragù; ma il ragù, che sta perfettamente bene su fettuccine, gnocchi e agnolotti, sta malissimo sulla camicia bianca. E ancora peggio sull’occhio sinistro di un distinto professionista come me. Ciao.

Eleuterio

P. S.: Ho finalmente scoperto per quale particolare riesco a non confondere tua madre con il gatto di casa: è per via della coda. Quella del gatto si vede.

 

da “Eleuterio e ‘Sempre tua’ ” di Maurizio Jurgens, Rusconi Libri, 1976
 
 

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14 thoughts on “Comicità

  1. A me sembra quasi crudele questo post!
    In riferimento alla conversazione dall’altra parte, opto per un compromesso: controllerò i miei lamenti e il processo di acidizzazione e tu non mollerai il soggetto. Potrebbe?

  2. non è crudele, devi contestualizzare. sono due coniugi di una certa età, senza figli, nel 1973 le suocere avevano la possibilità di essere più invadenti (fisicamente invadenti), si rideva così… ma la battuta della coda è buona anche ora! :mrgreen:
    guarda, non c’è pericolo che ti molli… perché non ti ho manco presa…!!! 😀
    scherzo, ma sei distante, quindi difficile che mi faccia coinvolgere… se poi quella del tuo gravatar è la tua foto… sicuramente non mi farò coinvolgere!
    puoi essere acida quanto vuoi, ma non puoi limitarti a lamentarti, la vita è una merda, lo dico anch’io, ma ti fa star bene ripetertelo o è meglio che cerchi di vivere… cercando come, senza fermarti, perdendo e ricominciando… non è la vita che è una merda, la “vita” è questa… poi ci sono quelli che aspettano di morire, io parlo di vita… che palle, sono andato lungo alla curva… ma mi sono mantenuto in carreggiata… (?)

    edit: ti ho già presa!!!

  3. Ma no! 🙂 Non avevo ricevuto la segnalazione!
    So bene che non serve a nulla lamentarsi e basta, altrimenti si esiste soltanto, il che è peggio della sopravvivenza! Ma quando scrivo…beh, lì escono mostri e fantasmi e non posso, non voglio, imperdirglielo! Poi ci sono anime che se li prendono a cuore, forse perché ci si ritrovano, forse perché non li concepiscono, forse semplicemente perché sono belle persone!
    E cmq, sono troppo eterea per essere presa! 😛

    • ah, se sei etera.. 😳 eterea… però per mollarti devo comunque prenderti…
      Sono i tuoi mostri, allora, che “chiamano”, e ci sono “anime” che ascoltano, che ti ascoltano… un modo per comunicare…
      Pandora non è che amasse il rischio: era pirla, o è stata ingannata, ora non ricordo bene…

        • certo. è ovvio che tu l’hai voluta descrivere come “la vedi tu”, o hai pensato di “usare” quel personaggio per un’associazione d’idee. butto lì: vuoi aprire qualcusa di chiuso, hai assimilato quel qualcosa ad un contenitore ostinatamente chiuso, l’ostinata chiusura è diventata proibizione… (Pandora e la cornucopia/vaso), ovviamente chi sfida una proibizione non può che essere un eroe e un eroe (eroina) non può essere pirla, non puoi (tu) “raccontarlo” come “pirla”. ❓

          Ora per interpretare questa ci vuole uno psichiatra… 😐

  4. Mi piacerebbe proprio leggere tutto il libro! Negli anni ’80 ho letto qualcosa di Jurgens e anche di Antonio Amurri che mi faceva morire dal ridere raccontando le vicende tragicomiche di tutta la sua famiglia ,era molto bravo anche Nantas Salvalaggio , Luciano de Crescenzo e Luca Goldoni.
    Oggi non ci sono più umoristi tanto bravi!
    Ciaooooooo
    liù

  5. Mi ha divertito questo testo, mi viene voglia di cercare il libro! 🙂
    Non lo conosco, per cui non voglio fare paragoni azzardati, però nei toni mi ricordava “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Glattauer.

    • mi ricordava “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Glattauer

      che io non conosco…
      Sembra, ho dato solo un’occhiata, che si trovi solo libro+CD con il libro recitato da Paolo Stoppa e Rina Morelli. Sentirli recitati… be’, è un’altra cosa… 🙄

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