Le fioraie del Verano

 

Se doveva dare a qualcuno dello “sguaiato”, del “volgare” o simili Agata diceva «aho! e me pari ‘na fioraia der Verano, eh!»

Agata considerava paradigmatico della sguaiatezza il comportamento delle “fioraie del Verano”, quella loro sfrontatezza nel contendersi a voce alta e chioccia, senza alcun ritegno, una cliente in gramaglie, magari affranta, o infranta, da un lutto recente.
Quelle “donne”, che donne non sembravano infagottate com’erano a più strati per difendersi dal freddo, inevitabile corollario del loro lavoro, le davano in qualche modo fastidio. O forse era invidia…?

Perché Agata tutto il giorno stava in ufficio, compita, riverente, nei suoi abiti comprati in boutique, sempre perfettamente truccata, a dire «certo!» e «sissignore!» (o «sissignora!») e «subito!»… e solo dopo, nella vita privata, poteva lasciarsi andare ed essere se stessa, di una sguaiataggine, giuro!, di una volgarità che… altro che le fioraie del Verano!

 
 

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9 thoughts on “Le fioraie del Verano

  1. Non è invidia (è troppo più comodo il lavoro al calduccio, anche se il prezzo è dire sissignore), ma di certo la signora Agata è molto repressa, di quella repressione che per molti nasce proprio dall’essere un po’.. vermi.. fuori casa, sul lavoro; e a cui poi ovviano facendo gli pseudo-leoni a casa (o sfogando a casa gli istinti peggiori, come la volgarità.. o anche peggio spesso!).
    Ciao! E buona giornata 😉

    • le “storie” che racconto sono “vere”, nel senso che i personaggi sono reali ed io ne sottolineo certe caratteristiche che, come in questo caso, ho avuto modo di osservare. di Agata mi dava fastidio il non accorgersi della propria volgarità (ed altro, come dici tu) perché lei “non poteva” essere volgare, essendo laureata, vestendo bene (al confronto con quelle pezzenti!!! brrrr…), avendo un bel lavoro, ecc., una cosa molto penosa, veramente… l’apparenza fatta essenza! effettivamente non era invidia… ma forse avrebbe dovuto esserlo, ma ciò avrebbe implicato l’umiltà che non era nel personaggio che interpretava.

  2. oh, le fiorare (non fioraie 😉 ) del Verano…… Sì che è invidia, in fondo…. Pensa che quando voglio vestirmi comoda e dare un calcio ai vari “look” aziendali che mi ingessano mio malgrado, le prendo come esempio e mi dico proprio: “oggi me vesto come ‘na fiorara der Verano” :))

  3. Pingback: Otto marzo, festa… maddecheaò?! | Neverland

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