Al vostro buon cuore

Ascolto, in streaming, una emittente radio nazionale. Ottima musica, conduttori tutti simpatici, qualcuno veramente grande. La ascolto tutti i giorni, il PC resta acceso e trasmette anche quando esco.

La ascolto mentre cucino, sbrigo le faccende di casa, navigo, cazzeggio, mi faccio i fatti miei, a volte anche quando leggo…. Ascolto spesso così, in maniera distratta, anche la TV, che resta accesa sul film che ho scelto mentre faccio dell’altro.
E mi sono accorto di captare frasi, in modo assolutamente inconscio, e di elaborarle non distratto dal seguire la discussione alla radio o dalla trama del film. A volte quelle elaborazioni mi fanno pensare e mi portano non alla Verità, ma a piccole verità cui arriveremmo tutti se pensassimo senza “farci pensare” dai ritmi di quella che, contro ogni logica, ci ostiniamo a chiamare “vita”. A chi dice “pensieri oziosi” rispondo: sì, perché quelli che hanno pensato senza oziare dove ci hanno portato? Magari avessero oziato invece di darsi da fare! Tiè!

Quest’anno per Natale quelli della Radio hanno avuto una bella idea: ciascun conduttore si è “scelto” una ONLUS ed intervenendo a turno durante le pause pubblicitarie invita gli ascoltatori a “donare”; è Natale, dobbiamo essere tutti più buoni (chissà perché?), dovremmo avere qualche soldino in più in tasca, almeno quelli per i quali la parola tredicesima è (anche) qualcosa di diverso da un aggettivo numerale ordinale… insomma donate, donate, donate!

Già questa “concorrenza” fra ONLUS non è che mi piacesse tanto, una cosa è dire mandateci soldi che li dividiamo in parti uguali, un’altra è una vera e proprio gara fra bisognosi… ma è stato stamattina, quando ho sentito la “pubblicità” a favore di “scriccioloonlus” (la trovate facilmente sul web se volete), che “con iniziative volte a migliorare l’assistenza e la cura di questi neonati (prematuri, n. d. r.), sviluppa interventi di sostegno morale, materiale e psicologico in favore dei familiari dei bambini ricoverati presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’I.R.C.C.S., Burlo Garofolo” di Trieste.

Il mio cervello ha cominciato a funzionare in modo atipico quando la volontaria al telefono, per fare un esempio dei bisogni, ha detto che per quei bambini ci vogliono le cuffie (per uscire dall’incubatrice), e le cuffie si devono comprare ma in negozio non ci sono perché sono bambini che a volte stanno nel palmo di una mano… e immaginate che cuffia ci vuole!
Ho pensato: e gli altri bambini italiani (per restare “a noi”) cosa fanno? È possibile che questa accozzaglia di imbecilli egoisti sé dicente popolo sia impegnata a pensare sempre ai fatti propri e che quando si occupa di politica lo faccia solo per stare dietro a quello che urla ed inveisce in modo più spettacolare contro l’avversario?

Quanti soldi buttiamo via noi personalmente… e, per dire l’ultima, quanti miliardi di euro ci sono costati i caccia-bombardieri che, noi servi, abbiamo dovuto comprare?

Che stanchezza, che stanchezza ragazzi!
Siamo arrivati a dover ingannare quello che resta dell’Uomo nascosto in noi, facendo un po’ di elemosina, per evitare che egli, in un moto d’orgoglio e di sacrosanta indignazione, ci sputi in faccia!

Buon Natale, Buon Anno ma, soprattutto, AUGURI che ne avete bisogno.

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4 thoughts on “Al vostro buon cuore

  1. Ciao caro vicino, come mi riconosco in questo tuo modo di fare, sbrigare le faccende in casa e tenersi la compagnia di un film o della musica, e avere il pc acceso.. perché quello serve sempre… e ascoltare a volte frasi che si alternano ai pensieri, e che i pensieri li alimentano.. ma non sono oziosi macché. E’ filosofia. Non sto scherzando.
    La ‘concorrenza’ delle Onlus nell’ambito di una stessa stazione radio mi lascia molto perplessa, non ne sapevo nulla, però mi pare cosa a dir poco bizzarra.
    Un’altra vita è possibile dici, ed è vero, ma per come siamo messi, al punto a cui siamo arrivati, ci vorranno anni prima che il nostro paese riacquisti la sua dignità: e per giunta ciò avverrà se la gente avrà coscienza e disciplina.
    Di frasi che ho sentito fra un pensiero e l’altro, una stasera prima di spegnere la tv, di Piero Angela, che diceva che né un governante di buona volontà, né una rivoluzione ora potrebbero riportarci ad uno stato dignitoso in uno schiocco di dita. Ogni danno ha i suoi tempi.
    A questo ci siamo arrivati dopo molti anni di stupidità e incoscienza.
    E altrettanti anni.. come per tutte le cose, occorreranno per porre rimedio, sempre che la gente sia saggia..
    Certo che abbiamo bisogno di tutti i buoni auguri, altroché.
    Io penso di ripassare ancora a fare gli auguri a mia volta. 😀
    Ah! Quasi dimenticavo.. c’era una cosa su cui eri dubbioso e ancora non ti ho risposto, scusami: credo d’aver capito che temevi che qualcuno leggesse cosa scrivo qui da te (su qualcosa di personale) e se io fossi preoccupata della mia privacy, mi pare.
    No, tranquillissimo, se tu lasci il tuo link da me, e se qualcuno seguendo il link leggesse le confidenze che ho scritto qui su alcune cosa della mia vita non mi importerebbe affatto. Vieni pure liberamente a dire quel che vuoi.
    Io non scrivo di quelle cose private di là nel mio blog per alcuni motivi precisi: il mio desiderio è discutere con tutti di un’opinione, un’idea, una notizia, anche di un cazzeggio.. di qualsiasi cosa. Però se scrivessi post su cose come quelle che ti ho raccontato sarebbe diverso: mi arriverebbero frasi di gente che crede di aver capito tutto e non ha idea nemmeno della milionesima parte di ciò che mi è accaduto. Arriverebbero tante frasi di gente che compiange, o che incoraggia.. o simili, senza sapere nemmeno quel che dicono.
    M’è successo una volta. M’è semplicemente scappato uno sfogo isolato, piccolo piccolo, in un periodo nero. Apriti cielo. La gente ci si lancia appena vede un post con un minimo segno di sofferenza altrui. Lì sembrano tutti professori e professoresse, soprattutto (sì le donne si distinguono in questa pratica nefanda). Dall’alto della loro.. non so cosa, vengono in blog e danno consigli inappropriati proprio perché non sanno niente in realtà dei fatti. Mi ricordo che quella volta una ci scrisse un post nel suoi blog, era l’anno scorso. Un post ‘per un’anima che vede solo oscurità’ (cito) e sotto commenti di altre sconosciute che come pecore echeggiavano ‘anima misera che vede solo oscurità’… alla fine ero diventata anche ‘un’anima ottusa’ e Diosacos’altro… Non ti dico quanto mi arrabbiai.
    Ho momenti di luce e buio come li hanno tutti, ho i problemi di tanti, come tu stesso vedi e osservi. Ho anche qualche motivo di gioia. Un post di sfogo scritto in un momento durissimo, non può dare diritto a un mare di avvoltoi di sentenziare sulla mia anima, o sul mio carattere, o sull’intelligenza.
    Però vedi, ho scoperto che il mondo dei blogger è così per molti: ci sto dal 2006 e ogni volta che ho visto un blog che si basa sullo strettamente personale, specie laddove si esprimono gli stati d’animo, e specie quelli più tristi, i blogger ci si rotolano.. A me è stato scritto in privato, che quel post finalmente era un concentrato di “emozioni vive”.. e ho pensato che ero in un mondo di pazzi… pascersi delle emozioni vive degli altri.. è così gustoso??
    Io mi sentirei meno imbarazzata a mettere una foto in cui poso nuda piuttosto che mettere in vista i miei sentimenti più intimi. Eppure è ciò che è più ricercato.
    Tolsi quello sfogo di un momento e ne scrissi un altro in cui deprecavo l’ansia del web di nutrirsi delle emozioni altrui, meglio se emozioni sofferenti.
    Ho abbandonato il blog per un pezzo. Ero disgustata.
    Scusa per la lunghezza, ma ecco, se io scrivo qualcosa della mia vita qui da te, ovviamente è un commento per te, e nessuno si sogna di commentarlo, anche se lo può leggere. Funziona così. Qui è giusto e normale commentare ciò che scrivi tu! E di quel che eventualmente ti confido io non ho da vergognarmi, se anche vien letto poco mi importa.
    Spero di essermi spiegata: spiegarmi non è il mio forte sai, fatico tanto. Per questo mi ci voglion così tante parole.
    Spero di rileggerti.. ripasserò 😉 Buon mercoledì per ora!

    • Ciao a te cara vicina. Sono le 22.30 passate e oggi è il primo momento che riesco a sedermi e rilassarmi un momento.
      Ho letto il tuo commento stamattina ma poi ho cominciato a correre e solo ora mi sono fermato. Sono successe tante cose oggi, una molto importante per me, ma ci farò un post domani, adesso è più piacevole, e facile, rileggerti e risponderti.
      Intanto mi fa piacere che tu ti trovi nei miei post, in qualche modo, oltre che nei pensieri, nelle consuetudini: sono sciocchezze, ma anche quelle fanno parte della vita, come “il PC sempre acceso”…

      Riguardo alla possibilità di “un’altra vita”, purtroppo, sono pessimista per quello che riguarda questo disgraziato paese: ne ho viste troppe e le cose sono sempre peggiorate; non occorre che ti dica di esperienze mie personali, basta leggere i giornali (e anche lì, purtroppo, bisogna leggere i giornali giusti!) per capire che il marcio è arrivato troppo oltre; penso anche che abbiamo i politici che ci meritiamo, ovvero che il popolo è marcio, è contento di esserlo come i suoi governanti: nessuno capisce che è proprio interesse uscirne, quindi non se ne uscirà, anzi c’è il rischio di infettare l’Europa, pensa che abbiamo uno stato corrotto ed infiltrato dalla mafia e che continua a negarlo, a negare l’evidenza, a depistare.
      L’unica vita migliore possibile, a mio parere, è quella che ciascuno di noi sceglie di vivere quando non ne può più di sentirsi stanco, schifato, della vita che sempre ci hanno detto sia “normale”: quando ci accorgiamo che non c’ è niente di normale in quello che facciamo è automatico cambiare, a qualsiasi costo; ecco, io ho scelto di cambiare, di fare quel cambiamento che tutti dovremmo fare… io comincio, vado avanti, qualcuno mi seguirà, altrimenti resterò solo, ma almeno saprò di esserlo, se pensi di non essere solo è un guaio, se sai di esserlo non hai problemi.
      Alla fine, se ci penso, è tutta la vita che rifiuto quello che gli altri definiscono normale: l’accettazione dell’ingiustizia in quanto “normale”, “ineluttabile”, è per me complicità, ed io non voglio essere complice; destinato a soccombere, lo so, ma non colpevole, almeno.

      Ho così commentato anche la seconda parte del tuo intervento: “la gente” pensa di sapere tutto degli altri… perché li fa simili a sé!
      Devi essere capace di vedere dolcezza anche leggendo cose dure e cattive, e viceversa vedere il coraggio dietro parole di sofferenza, ma è più facile essere superficiali: si giudica meglio.

      p. s.: quello che mi è successo d’importante oggi è che sono uscito con la mia bici da viaggio, per la prima volta dopo la caduta del 3 ottobre, ed è andata bene… a parte gli ovvi problemi di condizione atletica dopo due mesi e mezzo di stop; i postumi della frattura alla clavicola ci sono, un po’ più dolorosi quelli della frattura al bacino… ma I’m on the road again! È stato emozionante, anche se ero assorbito dalla riscoperta dei paesaggi una volta consueti. Domani il post.

      Ciao bella! È sempre un piacere sentirti, davvero un piacere!

  2. Sono molto contenta per te, comprendo l’emozione.. Ormai hai iniziato, quindi il più è fatto, non ti fermerai più!

    Di quel che dici più sopra mi ha colpita soprattutto la frase che è tutta la vita che rifiuti il (considerato) ‘normale’: infatti è sempre stato un mio.. problema..? Non so perché in parte lo considero un problema, mentre il mio carattere mi dice che non è un problema, semmai il problema è degli altri…
    Diventa problema nel momento in cui rende la vita più difficile, ma anche io, non saprei comportarmi altrimenti. Non sono diplomatica né ipocrita.
    Sappiamo entrambi che è un quasi suicidio sociale e anche di più, e tuttavia…
    Good luck! 😀

    • Grazie per il tifo e per il “buona fortuna”.
      Sì, per le persone “diverse” la vita è più difficile, c’è addirittura chi non regge.
      Non so se ti “vedi” completamente in ciò che dico. Io spero che tu abbia maggior adattamento di quanto ne abbia avuto io, ma d’altronde tu non sei sola, non sei costretta a spiegare ogni momento come sei.
      Per conto mio devo evitare di esplodere, per questo fuggo, l’ennesima fuga, ma forse stavolta non sarà una fuga ma una cosa che può somigliare all’ennesima ribellione… e ci risiamo!
      Prendo il tuo augurio di “fortuna” come augurio per l’ennesima battaglia, sia che l’avversario si accorga di me sia che non se ne accorga(!)
      Ok, ora vi faccio gli auguri (a te ed Alessio) prima che arrivi Natale e me ne accorga, al solito, a santo Stefano!
      E soprattutto un ottimo 2013, per il lavoro… ma non solo!!!
      Ciao! E fatti sempre sentire!

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