Presa di coscienza?

Stamattina fisioterapia. Qualche chilometro fino a Savona, stavolta in bici (continuo a migliorare) ma solito caffè al solito bar, sono abitudinario e alla quinta seduta ho già il “mio” bar in zona.
Ordino il caffè, nessun cliente ma sul banco un toast quasi finito e un bicchiere pieno a metà di birra; sotto, appoggiato a terra, un casco per moto.

Quando arriva il caffè è già entrata una signora che attacca a parlare mentre finisce il toast e la birra: è una venditrice, le sue clienti non comprano, è un momento nero, è chiaro che vorrebbe conferma, magari, se è nera per tutti, mal comune uguale mezzo gaudio.
Da parte mia mi trattengo dal fingere un’aria stupita e dire «Ma come? Se fino a un anno fa stavamo benissimo, i ristoranti erano pieni, ecc. …»; la barista invece, semplicemente, «È così.» confermando senza lamentarsi.

La cliente continua: «Mio figlio stamattina è a Genova, fa l’esame da avvocato, sono settecentottanta da tutta la Liguria! Ma vadano ad imparare un mestiere, che arrivano i cinesi a fare quei lavori lì, l’idraulico, il falegname, e lì c’è da fare il grano

Non mi trattengo: «Succede perché non si va a scuola per studiare, imparare ed utilizzare quanto appreso nella vita, si va a scuola per fare un lavoro che faccia guadagnare, la capacità è un optional. Senza contare che già qualche anno fa, solo a Roma, c’erano più avvocati che in tutta la Francia. Ma è meglio avere un idraulico che sa fare il suo mestiere o un medico, o avvocato, che non sa fare il medico, o l’avvocato?»
Le mie interlocutrici/ascoltatrici erano incredibilmente d’accordo; le salutai lasciando quel consesso di complici vittime.

Pedalando verso la mia meta mi venne da pensare che il figlio avvocato di quella signora, se tutto fosse andato bene, sarebbe stato sfruttato per cinque o seicento euro al mese in qualche studio legale; qualche anno fa una mia amica, avvocato a Roma, mi diceva che c’erano quelli che una volta erano i “giovani di studio”… solo che ormai arrivavano a cinquant’anni senza riuscire ad aprire uno studio loro. Quella signora e suo figlio sicuramente sapevano ciò già al momento in cui il ragazzo si era iscritto… e allora? Possibile che uno non possa cercare di fare un lavoro che gli piace, se non “quello che vuole”? Possibile che non riescano ad abbandonare la corrente, una corrente pigra e mielosa, fatta di consuetudini trascinanti, di luoghi comuni abbrancanti, di necessità altrui?

Poi pensai a Fabio, mio figlio, per guardare il trave nel mio occhio… e no, Fabio, classificato secondo agli esami di ammissione al Politecnico di Torino, dopo un anno si presentò allo sportello della segreteria della facoltà per l’iscrizione al secondo, arrivato il suo turno si disse «Io un altro anno qua non ce lo faccio.», salutò e girò i tacchi. Non gli andava di fare una cosa esclusivamente per denaro, una cosa che, evidentemente, non sentiva sua. Quando me lo raccontò mi complimentai con lui, lo ammiravo veramente, e glielo dissi.

Un “ministro tecnico”, qualche tempo fa, disse che i giovani devono scegliere studi che offrano sbocchi lavorativi (la “mia” venditrice ha detto c’è da fare il grano): di felicità, libertà, serenità, non ne parla più nessuno, bisogna lavorare, a costo di avvelenarsi, di morire di tumore, di far morire la popolazione di una città di tumori i più svariati e strani, pur di lavorare… abbiamo veramente bisogno di lavorare? Abbiamo veramente bisogno… di tutto quello di cui avvertiamo il bisogno? Abbiamo bisogni o bisogna che ne abbiamo?

Annunci

4 thoughts on “Presa di coscienza?

  1. Tuo figlio ha avuto coraggio e responsabilità: io a suo tempo non ho avuto coraggio, o meglio ne ho avuto, ma purtroppo ho incontrato l’ostinata opposizione di mia madre. Non ho potuto fare più di tanto: quando c’è un ricatto di mezzo, non ti puoi permettere di dedicarti agli studi che preferisci e che ti fanno star bene (e che magari ti procureranno un lavoro che ti renderà felice). Perciò, complimenti anche a te, e alla tua lungimiranza e comprensione di genitore

  2. Mah, ci vuole coraggio anche nel non deludere un genitore. Non per dare un colpo al cerchio ed una alla botte, ma ho imparato a non giudicare, in questo caso né te né tua madre.
    A volte ci vorrebbe un atto di sano egoismo e già quello ci farebbe stare bene… ma bisogna sempre essere pronti a sopportare le conseguenze.
    p. s.: Fabio si è laureato bene in Filosofia (invece che in Disegno Industriale con lavoro in pochi mesi), non lavora, dà ripetizioni e si arrangia. A breve comincerà un dottorato, in un campo di suo interesse, a Parigi (senza borsa di studio, quindi deciso di non trasferirsi).
    Un paio di volte, in questi anni, gli ho chiesto se rimpiangesse quella scelta: non avevo dubbi, ma mi ha fatto piacere che abbia risposto “Per niente!”

  3. Partendo dal presupposto che in Italia si sarebbe dovuto investire sul prodotto, sull’innovazione ecc invece che sulla reduzione dei costi (vedi Silva, Fiat, Lancia ecc ecc) per creare posti di lavoro a chi abbia veramente la “vocazione” e le più alte qualità per svolgere un lavoro, penso che ci siano anche molte migliaia di avvocati, dottori, ingegneri che abbiano scelto quelo e per tirare avanti la giovinezza e il non avere responsabilità, e sperando che potessero arrivare ad un lavor do migliaia di euro al mese.
    Francamente, se gni anni in italia i laureano per esempio 100.000 dottori…dove li metti?
    Forse tra quei 100.000 un 70% 80% avrebbe potuto evitare di investire (e poi pretendere) nello sudio e darsi da fare? io sono convinto che se uno ha voglia, il lavoro lo trova…ma non siamo più nel periodo degli anni 50-60-80 quanod uno ha il suo bel posto e se lo tiene …bisogna essere pronti a cambiare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...