Archivio | dicembre 2012

Perfect day

Anche stasera, come tutti gli anni, ho avuto l’impressione, ad un certo punto, che tutto fosse come doveva essere; mi succede da diversi trentuno dicembre: c’è un momento in cui dico «ecco, è vero, è ovvio, non potrebbe che essere così» riferendomi a qualcosa.

Quest’anno è stato mentre ero seduto al bar, poco spazio fra la mia poltroncina ed uno sgabello, due signore che escono con la prole, io che mi faccio piccolo per lasciar passare; sono le diciassette o poco più, le donne sono lì coi bambini in un giorno di festa per tutti loro e in un momento di quiete prima dei rumori del cenone, dei giochi, dell’attesa rumorosa di chissà che.

Un momento perfetto, per loro, la pace prima della bagarre.

Per me, osservatore, essi elemento perfetto dentro un pomeriggio perfetto di un altro giorno perfetto.

 

 

Auguri a tutti per un anno finalmente diverso!

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Emilia

Emilia era attaccata ai soldi come una cozza allo scoglio, come un politico alla poltrona, come la sfiga al giocatore.

Emilia aveva tre figli e, nei momenti di confidenza, diceva che suo marito buonanima, Paolo, ogni volta che “faceva” la metteva incinta; confidenza dopo confidenza veniva fuori che il quarto figlio l’aveva abortito, perché già stare dietro a tre era difficile; non diceva che i figli costano ma lo sapevamo tutti quanto fosse attaccata ai soldi e come avrebbe fatto a comprare anche l’appartamento al mare col quarto figlio?
Dopo la morte del primogenito per un tumore al cervello, si era avvicinata a Dio, e aveva capito che Dio le aveva tolto quel figlio per punirla perché aveva abortito quella creatura tanto tempo prima, almeno così diceva lei che andava in chiesa tutte le domeniche.

Giovanni, che era ateo, una volta non ne poté più e sbottò: «Ma se Dio voleva punirti, non t’avrebbe tolto i figli, t’avrebbe tolto i soldi!» Fu evidentemente un atto liberatorio per Giovanni, che era ateo e tutt’altro che ipocrita, e che con quell’atto uscì ufficialmente dalla compagnia dei pensionati del Bar del Corso.

Chissà se Giovanni ha saputo che l’Emilia ha perso anche la secondogenita, per un tumore alle ossa?

Dio è proprio disumano, non esiste o aveva ragione Giovanni?

Vite contro

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.

Bertolt Brecht

Donne e gatte

Sono un tipo da bar, da sempre, non di quelli che «ci vediamo in discoteca» o «mi passate a prendere», semplicemente «ci si vede al bar e poi vediamo»: il bar è sempre stato la base di partenza di tutto e per dovunque, altri tempi insomma.

Dario l’ho conosciuto al bar, è l’unico con cui so di poter scambiare più di tre parole senza dovermi alzare mandandolo a fare in culo, certo non ci si può parlare di tutto, anzi si parla di poche cose, però non spara troppe cazzate, io sono di poche parole, e bene così, tanto ormai il bar non è più base per nulla…
Dario “è fidanzato”, non “ha la donna” come si diceva ai miei tempi, non “ha una relazione”, ha “la fidanzata”, Claudia è “la mia fidanzata”, anche se non si sposeranno mai, anzi vivono ciascuno per conto proprio e da soli, ma neanche di convivere parlano… almeno Dario non ne vuole proprio parlare…

Recentemente (gli era morto il gatto per un’esca avvelenata) Dario aveva preso una gattina di un paio di mesi da un suo amico che doveva piazzare una nidiata; solo che, mi ha raccontato l’ultima volta, ha dovuto “riciclarla” ad un altro amico suo, che ha un orto, perché era molto scontrosa, in casa era insofferente, era molto aggressiva, per esempio la mattina gli saliva sul letto e gli dava il buongiorno con le fusa ma, dopo due o tre colpi “a salve”, sfoderava gli artigli; una sera aveva perfino artigliato la testa di Claudia e lui stesso aveva ancora il segno di un graffio sul naso; Dario non capiva, ha esperienza di animali, dice che l’hanno rovinata facendola crescere con un cane ma, per un motivo o per l’altro…

È che, dice lui a ragione, non poteva continuare, la micia si “comportava bene” solo quando lui alzava la voce(!) così ha trovato il modo di darla via senza problemi per nessuno: non era una bella vita, per nessuno dei due, povere bestie…

Poi m’è venuto in mente che una volta Dario mi ha detto (a me certe cose le dice, sono un buon ascoltatore) be’ una volta mi ha detto che Claudia è un tipo molto apprensivo, si agita per qualsiasi cosa e a volte succede che lui debba “stopparla”, come dice lui, ovvero darle una “scrollata”, ovviamente verbale, per farla tornare coi piedi per terra e vedere le cose come sono, senza drammatizzare, anche perché si vedono solo la sera e se Claudia arriva da una giornata particolarmente faticosa non è detto che lui sia riposato.

Ecco, magari se andassero a vivere insieme poi si potrebbero accorgere che non è una bella vita, per nessuno dei due, povere bestie…