Archivio | novembre 2012

È uno di quei giorni che…

Autunno, giornata plumbea, piove…
se non fossi sempre stato una testa di cazzo
in questo momento non sarei solo…

potrei essere con la mia ex moglie…
… mentre lei studia nuovi modi per succhiarmi soldi…

no, potrei essere col mio grande amore…
… l’avvocato, quella che, messa di fronte all’evidenza,
mi disse «Non hai le prove!»… be’, deformazione professionale…

no, potrei essere con uno dei miei fratelli…
… quelli che ci sono nel momento del bisogno, il loro…

no, potrei…

… ma sai che tutto sommato è una bella giornata?

Annunci

I buchi nella Sanità Pubblica (1)

Nella mia regione, la Liguria, e nella mia ASL, la ASL 2 “del Savonese”, si taglia sulla Sanità. Si taglia su tutto, ho personalmente subito l’effetto dei tagli ed un danno per l’incuria e superficialità di un medico, ma questo sarà argomento di un altro post. Ora racconterò di un episodio avvenuto questa primavera.

Ho una gamba, la sinistra, sensibilmente più lunga dell’altra, due centimetri. La cosa non mi ha mai dato particolare fastidio, non amo passeggiare, ho sempre usato mezzi a motore per spostarmi o la bicicletta.

Però all’inizio di quest’anno avevo preso l’abitudine di fare, una o due volte la settimana, un paio di chilometri a piedi, in occasione di incontri con mio figlio. Avevo così avvertito dei fastidi all’anca sinistra. Decisi che dovevo mettere un plantare, andai dal mio medico che, forse per un disguido, mi prescrisse una visita fisiatrica.

L’appuntamento presso la ASL era per diversi mesi dopo e, in regime di convenzione, mi rivolsi ad un noto “Istituto”. Dissi subito al fisiatra che avevo una gamba più lunga, che camminando sentivo dolore. Mi visitò, su un lettino, e sentenziò che dovevo fare non so quali applicazioni perché avevo “un’infiammazione ai tendini”. Anche se lievemente “stordito” da tanta faccia tosta, lo stoppai subito dicendo che io avevo bisogno di un plantare, perché l’anca che insisteva sull’arto più lungo era sollecitata in modo anomalo.

Sembrava che avessi bestemmiato: «Lei è dottore? Il dottore ha prescritto la visita fisiatrica!». E io: «Ma il medico può sbagliare, comunque mi faccia una prescrizione, ho pagato, lei mi ha visitato, non è giusto che lei abbia lavorato per niente.» Lui: «No, non ritengo fatta la visita.» «No, guardi, mi faccia la prescrizione.»

Alla fine la vinse lui, ma mentre mi rivestivo sottolineai: «Se ho male all’anca perché cammino male, posso fare tutte le applicazioni del mondo, se continuerò a camminare male avrò sempre dolore, non bisogna essere medici per arrivarci!»

Mi restituirono in contanti i trenta euro che avevo pagato con carta di credito, mi rivolsi ad una podologa e con un primo plantare ho risolto parzialmente il problema. Non avrei dovuto andare dal fisiatra d’accordo… ma qualcuno ha mai sentito parlare di tendini all’anca??? Ovviamente non poteva farmi una prescrizione di non so quali applicazioni, avrà forse pensato di essere davanti a qualcuno di “Striscia la notizia”?

Ecco, non so quanto avrei speso ma trenta euro di prima visita, trenta di seconda, in mezzo non so quante applicazioni (inutili) di un qualche antinfiammatorio e magari di laser, ultrasuoni o che so io, la seconda visita avrebbe rilevato ovviamente che il primo ciclo di applicazioni non aveva sortito effetto e allora altro ciclo e (forse?) la terza visita avrebbe stabilito che ero “guarito”.

Naturalmente io avrei pagato (inutilmente) “solo” i ticket delle prestazioni, la Regione Liguria avrebbe allargato (inutilmente) il buco versando la differenza. Avesse trovato una persona sprovveduta sarebbe andata così… c’erano tante, tante persone anziane in attesa in quel noto “Istituto”.

Il buco: se ne conosci le ragioni… lo eviti!

Il vento è cambiato: arriverà Mary Poppins?

Ultimamente, da un po’, evito telegiornali, evito facce di politici durante le ore che il televisore resta acceso in casa mia: lo schifo, misto a vergogna, misto alla dovuta perdita della speranza che qualcosa cambi, misto a di tutto un po’, mi fa dribblare i TG e i vari miserevoli spettacoli di ometti e donnette smarriti al pensiero di perdere la poltrona rubata e in cerca di chissà che.

Però l’elettrodomestico schermuto resta acceso e le mie orecchie attive, e in questi giorni che seguono gli ennesimi pestaggi polizieschi, mi è capitato di notare che i politici, che fino ad una settimana fa tacevano su pestaggi simili o lodavano “il comportamento delle forze dell’ordine”, sembra abbiano cominciato a cambiare bandiera.

Addirittura un servizio di un TG ha parlato, certamente dietro precisi ordini, di “diritto a ribellarsi”, certo contro la mancanza di futuro, ecc., ecc.; però sentire le parole “diritto alla ribellione” in un TG…

Non era un programma di Storia che raccontasse della Rivoluzione Americana che sancisce, nella sua Dichiarazione di Indipendenza che “quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire.”

Altri tempi evidentemente, anche negli Stati Uniti, non è più tempo di Rivoluzioni.

Quelle parole non mi hanno dato certo speranza che qualcosa cambi, ma, solo per i ricordi e la passione che mi hanno risvegliato dentro, la certezza che qualcosa potrà cambiare. Certo però non possiamo aspettare Mary Poppins, non è più tempo di Rivoluzioni forse, ma non è più tempo di favole… almeno, ancora una volta, spero.

Eh, donne…

«Sei sposato Manny?»

«Non sono mica scemo.»

«Donne?»

«Ogni tanto. Ma non dura.»

«Perché?»

«Le donne sono un lavoro a tempo pieno. Bisogna scegliere.»

«Sì, lo sforzo emotivo… ti sfinisce.»

«E anche quello fisico: vogliono scopare giorno e notte.»

«Prendine una con cui ti piace scopare.»

«Sì ma poi se bevi o giochi loro pensano che non le ami abbastanza.»

«Prenditene una a cui piaccia bere, giocare e scopare.»

«E chi la vuole una donna così?»

dal film  ->> “Factotum